L’otto maggio Napoli si blinderà per accogliere Papa Leone XIV. Una macchina organizzativa imponente è già in moto per garantire che la visita del pontefice si svolga nel massimo della sicurezza e della partecipazione popolare. Diecimila transenne, un migliaio di agenti delle forze dell’ordine impegnati nella bonifica e nella vigilanza, centinaia di volontari della Protezione civile regionale, dell’arcidiocesi di Napoli, del Sovrano Ordine Militare di Malta e della Croce Rossa Italiana. A questi si aggiunge il personale sanitario dell’Asl Napoli 1, pronto a intervenire in caso di necessità. Numeri imponenti che raccontano l’importanza di un evento atteso da tutta la città e l’impegno profuso dalle istituzioni per accogliere al meglio il Santo Padre.
Il Papa arriverà in elicottero alla Rotonda Diaz nel pomeriggio dell’otto maggio. Proveniente da Pompei, dove in mattinata celebrerà la messa e la supplica al Santuario della Beata Vergine del Rosario, uno dei luoghi mariani più importanti d’Italia. Da lì, il breve trasferimento in auto verso il centro di Napoli. La prima tappa sarà in Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta e a San Gennaro, per l’incontro con il clero e le comunità della vita consacrata. Un momento raccolto, di preghiera e dialogo, che durerà circa un’ora. A seguire, il momento clou della visita: l’affaccio in piazza del Plebiscito, dove ad attenderlo ci saranno trentamila fedeli. Un bagno di folla in cui il pontefice ascolterà una città e il suo bisogno di speranza e riscatto.
L’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, ha presentato la visita con parole che restituiscono il senso profondo dell’evento: “Papa Leone verrà a Napoli come pellegrino di pace”. Non un sovrano che fa visita ai suoi sudditi, ma un uomo di fede che sceglie di camminare accanto a chi soffre, a chi è stanco, a chi si sente smarrito. Il titolo della visita, “Camminava con loro”, tratto dal Vangelo di Luca, richiama proprio l’idea di un Dio che si fa compagno di strada degli uomini. Lo stesso versetto ispira gli Orientamenti Pastorali del Sinodo della Chiesa di Napoli, segno di una continuità profonda tra il cammino della diocesi e la visita del Papa.
Per permettere a tutti di seguire gli eventi, verranno allestiti due maxischermi, uno in piazza del Plebiscito e uno in Cattedrale. Una sala stampa per i giornalisti accreditati sarà aperta in Prefettura. Dinanzi alla Cattedrale, le bande musicali composte dai giovani di Napoli offriranno un momento di festa e colore, anticipando lo spirito di accoglienza della città. In piazza del Plebiscito, il Papa si confronterà direttamente con i giovani, ascoltando le loro domande, le loro speranze, le loro paure. Sarà un dialogo aperto, senza filtri, nel segno di quella vicinanza che caratterizza il pontificato di Leone XIV.
Un momento particolarmente suggestivo sarà l’affidamento della città alla Madonna. Monsignor Pasquale Di Luca, rettore della basilica del Gesù Vecchio, ha annunciato che l’otto maggio sarà portata in piazza del Plebiscito la venerata statua dell’Immacolata di don Placido. Quest’anno ricorre il secondo centenario della sua incoronazione, e la presenza della statua in piazza assume un significato speciale. Papa Leone affiderà alla Vergine la città e la chiesa di Napoli, recitando una preghiera scritta dallo stesso cardinale Battaglia. Un momento di intensa spiritualità, che lega la figura del Papa alla devozione popolare napoletana.
A seguire, una festa-spettacolo animerà la piazza con le voci di Chiara Del Gaudio e Andrea Sarubbi, il coro e l’orchestra di Carlo Morelli, affiancati da mille giovani provenienti dalle parrocchie della diocesi. Sarà un’esplosione di gioia e musica, il coronamento di una giornata che la città ricorderà a lungo. Nella Cattedrale, durante l’incontro con i religiosi, saranno presenti anche i sacerdoti che vivono nella Casa del Clero di Capodimonte, un segno di attenzione verso gli anziani e i malati, verso coloro che hanno dedicato la vita al servizio della Chiesa.
A coordinare i lavori preparatori ci sono il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e il vescovo ausiliare Francesco Beneduce. La Prefettura dovrà seguire anche l’organizzazione dell’evento mattutino a Pompei e di quello che si terrà qualche giorno dopo ad Acerra, nella diocesi guidata da monsignor Antonio Di Donna. Il prefetto Di Bari ha sottolineato con soddisfazione “la grande collegialità che si sta registrando tra le istituzioni” e “il grande sforzo da parte di tutti, iniziando dai vigili del fuoco, dalle forze di polizia, dai volontari della Protezione civile, dall’arcidiocesi e dal personale sanitario”.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha definito la visita “un grandissimo privilegio per la città”. Ha ricordato che Napoli è sempre stata terra di accoglienza e di incontro, e che la presenza del Papa nel giorno del primo anniversario della sua elezione assume un significato particolare: “È un segno di vicinanza non solo alla comunità cattolica, ma a tutta la città. Napoli risponde con il cuore, come sa fare. Porteremo al Santo Padre l’affetto di un popolo che crede nella pace, nella giustizia e nella solidarietà. Sarà una giornata di festa, ma anche di riflessione profonda. Il messaggio del Papa arriva in un momento storico difficile, e noi lo accogliamo con la consapevolezza di chi ha bisogno di ascoltare parole di speranza”. Manfredi ha infine lanciato un appello ai napoletani: “Riempiamo le piazze, accogliamo il Papa con il calore che ci contraddistingue. Che questa visita lasci un segno, non solo per un giorno, ma per il futuro della nostra comunità”.
