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In Borgogna la vendemmia comincia ad agosto: nuovo record, il clima cambia il calendario del vino

L’8 agosto sono state raccolte le prime uve destinate al Crémant de Bourgogne. È il nuovo record di precocità. Una serie storica che parte dal 1354 mostra quanto il calendario della viticoltura si sia spostato negli ultimi decenni.

In Borgogna, una delle regioni simbolo del vino francese, la vendemmia è cominciata quando l’estate è ancora nel pieno.

L’8 agosto 2026 sono state raccolte le prime uve destinate alla produzione di Crémant de Bourgogne, il vino spumante della regione. È la data più precoce mai registrata per l’avvio della vendemmia del Crémant, battendo il precedente record del 2022, quando la raccolta era iniziata il 13 agosto.

«I record cadono. E cadono velocemente», ha osservato Marc Sangoy, presidente della Cave de Lugny, cooperativa che riunisce circa 1.250 ettari di vigneti. In quasi 40 anni di attività, ha spiegato, non aveva mai visto una vendemmia così anticipata.

Un calendario che si è spostato

Il dato diventa ancora più significativo se si guarda alla storia.

A Beaune, nel cuore della Borgogna, esiste una delle più lunghe serie storiche al mondo sulle date della vendemmia. Gli archivi permettono di ricostruire il calendario della raccolta dal 1354.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Climate of the Past ha analizzato 664 anni di dati, dal 1354 al 2018. Per oltre sei secoli, fino al 1987, le uve venivano raccolte mediamente a partire dal 28 settembre. Dal 1988, invece, la vendemmia ha iniziato ad anticipare in modo evidente: nella media del periodo 1988-2018, l’inizio è arrivato circa 13 giorni prima.

Il cambiamento non riguarda soltanto una singola annata. Secondo gli studiosi, gli anni molto caldi e secchi, un tempo eccezionali, sono diventati molto più frequenti negli ultimi decenni.

Non è però il record assoluto della storia

La frase secondo cui il 2026 sarebbe «la vendemmia più precoce dal 1354» va quindi precisata.

Il record riguarda l’avvio della raccolta del Crémant nel 2026. Per le uve rosse destinate ai vini fermi, il record storico di precocità resta quello registrato a Beaune il 15 agosto 1556. I produttori della Borgogna non prevedevano che quel primato sarebbe stato battuto quest’anno.

Anzi, il caldo estremo e la siccità hanno avuto un effetto apparentemente contraddittorio. Dopo aver accelerato la maturazione iniziale, le condizioni di stress idrico hanno rallentato la vite in alcune zone.

Per questo, mentre i Crémant hanno iniziato la raccolta l’8 agosto, per i vini bianchi la vendemmia era prevista intorno al 18-20 agosto e per i rossi intorno al 20-25 agosto.

Più caldo, meno uva

Il problema non è soltanto la data sul calendario.

La siccità ha prodotto acini più piccoli e i viticoltori prevedono rese inferiori. La qualità, però, potrebbe non essere necessariamente compromessa: alcuni produttori si aspettano una quantità ridotta ma una buona qualità delle uve.

Il cambiamento climatico pone però una sfida più ampia alla viticoltura.

Temperature più alte possono accelerare la maturazione, aumentando rapidamente il livello di zuccheri nell’uva e riducendo l’acidità. Questo può modificare il profilo dei vini, compresi equilibrio, freschezza e grado alcolico.

Per una regione come la Borgogna, famosa soprattutto per vini basati su Pinot Noir e Chardonnay, non si tratta quindi soltanto di vendemmiare qualche settimana prima.

È il calendario tradizionale della viticoltura che sta cambiando.

La vendemmia come termometro del clima

La lunga serie di Beaune permette di osservare questo cambiamento con una prospettiva rara.

Le date della vendemmia sono infatti un prezioso indicatore climatico: la vite reagisce alle temperature e alle condizioni atmosferiche e il momento in cui le uve raggiungono la maturazione racconta, anno dopo anno, qualcosa del clima.

Il dato più significativo è forse proprio questo: non è un singolo record a raccontare il cambiamento, ma la frequenza con cui i record vengono battuti.

Nel 2026, in Borgogna, i primi grappoli destinati al Crémant sono stati raccolti l’8 agosto.

Sei secoli di archivi permettono oggi di capire quanto sia insolita quella data. E gli ultimi decenni mostrano che ciò che un tempo era eccezionale sta diventando sempre più frequente.

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