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McIlroy vince il Masters per due anni di fila ed entra nell’olimpo dei giganti del golf

Un anno fa aveva firmato una pagina indelebile del golf mondiale riuscendo a completare il Grande Slam di carriera. Stavolta ha scelto la strada più difficile per riscrivere un altro record: vincere il Masters di Augusta per due anni consecutivi, un’impresa che, in novant’anni di storia del prestigioso torneo americano, era riuscita soltanto a tre leggende del calibro di Jack Nicklaus, Nick Faldo e Tiger Woods. Da oggi, quel club esclusivo ha un nuovo membro: Rory McIlroy, che per i prossimi dodici mesi avrà il diritto di indossare la mitica Giacca Verde, un privilegio concesso soltanto al campione in carica.

L’edizione 2026 del Masters resterà negli annali non tanto per la superiorità schiacciante del vincitore, quanto per la sua capacità di rialzarsi dopo essere caduto. Venerdì sera, al termine del secondo giro, McIlroy aveva accumulato sei colpi di vantaggio sugli inseguitori. Un margine che nessuno, in novanta edizioni, era mai riuscito a costruire dopo trentasei buche. Il torneo sembrava già chiuso, una tranquilla passerella verso il successo. Poi, il sabato, il crollo. Il suo drive, che nei primi due giorni era stato un missile guidato, ha improvvisamente perso la rotta, finendo nei boschi con una frequenza imbarazzante. Anche il putt non l’ha aiutato molto. Colpo dopo colpo, il vantaggio di sei colpi è evaporato, riducendosi a zero. Mentre il sole tramontava su Augusta, McIlroy è rimasto da solo sul campo pratica, a cercare di ritrovare quello swing che sembrava aver smarrito per sempre.

Quel lavoro extra, fatto nel silenzio e nella solitudine, ha ripagato. La domenica, il campione nordirlandese  è sceso in campo con un’altra faccia. Non è stata una passeggiata, anzi. Il leaderboard ha visto alternarsi in testa ben quattro giocatori. Justin Rose, Sam Burns, Cameron Young e il numero uno al mondo Scottie Scheffler hanno tutti sognato di vincere il loro primo Masters. Alla fine, però, è stato McIlroy a spuntarla con il punteggio di -12, frutto dei due strepitosi primi giri (67 e 65) e dei due successivi di assestamento (73 e 71). Scheffler, che venerdì sera era indietro di ben dodici colpi, ha chiuso secondo a -11, con un ultimo giro sontuoso (68) che lo ha riportato a un soffio dal nordirlandese. Ma il suo recupero, leggendario se si considera il passivo accumulato, si è fermato lì.

A fare la differenza per McIlroy è stato il passaggio nell’Amen Corner, il tratto più celebre e insidioso dell’Augusta National che comprende le buche 11, 12 e 13. Dopo aver chiuso la buca 11 con un par, il campione ha piazzato due birdie consecutivi che gli hanno garantito un vantaggio di tre colpi. Da lì in poi, ha amministrato. Il successo è stato in dubbio fino alla buca 18, ma alla fine il suo nome è salito in cima alla classifica. Per McIlroy si tratta del sesto major in carriera: dopo lo Us Open del 2011, i due Pga Championship (2012 e 2014) e il British Open del 2014, ora il secondo Masters consecutivo arricchisce un palmarès che lo consacra tra i più grandi di sempre.

Molto apprezzabile è stata la reazione del pubblico americano. A settembre, durante la Ryder Cup di New York, i tifosi a stelle e strisce si erano resi protagonisti di insulti pesanti nei confronti dei giocatori europei, e in particolare proprio di McIlroy. Ad Augusta, invece, il pubblico ha regalato al campione una standing ovation, dimostrando che di fronte alla grandezza sportiva le rivalità si sciolgono. Del resto, di un campione come Rory ci si può solo innamorare.

Tra le altre prestazioni di rilievo, spicca l’ultimo giro di Tyrrell Hatton. Il burbero inglese, famoso per le sue continue imprecazioni e smorfie di disapprovazione, ha firmato un eccellente 66 che gli è valso la terza posizione a pari merito con -10, migliorando nettamente il suo precedente miglior risultato al Masters (il nono posto del 2024). Alla stessa quota si sono piazzati anche Justin Rose, che continua a sentirsi a casa sui green di Augusta, e gli americani Russel Henley e Cameron Young. McIlroy, dopo aver indossato la giacca verde, ha dichiarato: «Non avrei mai immaginato di riuscire a vincere due anni di seguito. È stata una settimana incredibile, fatta di momenti bui e di grande riscatto. Questo trofeo è per tutti quelli che non smettono mai di credere nei propri sogni, anche quando tutto sembra andare storto.» Il campione in carica adesso guarda al futuro, con l’obiettivo di allungare questa striscia vincente e scrivere altre pagine di storia. Per gli appassionati, resta la certezza di aver assistito a un’edizione memorabile, decisa non solo dal talento, ma dalla forza di volontà di un campione che non si è mai arreso.

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