Cercare un posto libero in città è diventata una vera e propria caccia al tesoro e l’impresa si complica quando spunta un parcometro datato, buono solo per le monete. Chi ha in tasca soltanto una carta o uno smartphone si trova spiazzato, e qualcuno arriva a credere che un apparecchio vecchio dia il diritto di lasciare l’auto senza pagare. È un ragionamento sbagliato, perché il guasto o l’obsolescenza del dispositivo non cancellano il debito verso il Comune.
Le strisce blu non regalano nulla. Delimitano uno spazio che il Comune concede in cambio di una tariffa, e chi ci lascia il veicolo accetta quel patto, che i mezzi di pagamento siano aggiornati o meno. La sosta gratuita senza titolo resta una violazione del Codice della Strada, punita con una sanzione, come ricorda la Cassazione nella sentenza 3273 del 2026.
Il principio fissato dai giudici è netto. Se il Comune tarda a rinnovare i parcometri, il ritardo non si trasforma in un via libera per chi parcheggia. Tocca al conducente organizzarsi prima di occupare lo stallo, procurandosi ciò che serve per versare l’importo. Nessuna scusa regge. La macchinetta obsoleta non è una giustificazione valida, perché l’automobilista sa in anticipo che in molte zone delle città italiane il pagamento elettronico non è ancora garantito.
Non pagare il ticket configura un’evasione tariffaria, prevista dall’articolo 7, comma 15, del Codice della Strada. È un illecito amministrativo, e a chi lo commette arriva un verbale con la somma da pagare, perché ha usato il suolo pubblico senza corrispondere quanto dovuto.
La legge non fa differenze tra chi salta del tutto il pagamento e chi, dopo aver versato la cifra per un certo periodo, si trattiene oltre il tempo consentito. Per la suprema corte un ticket mai pagato vale quanto uno scaduto, e la conseguenza non cambia.
Un appiglio esiste, ma è stretto. Se il parcometro è guasto e nei dintorni non ce ne sono altri funzionanti, il conducente può invocare l’impossibilità materiale di pagare. Deve però portare prove concrete, come una foto dello schermo che segnala il guasto e la dimostrazione che nessun altro apparecchio era raggiungibile. Senza questi elementi la multa resta in piedi, perché sta al guidatore documentare il disservizio. La prova fotografica deve essere chiara, con data e ora visibili, perché il verbale non si annulla con una semplice dichiarazione.
In breve, il parcometro antiquato non è un alibi, ma solo un ostacolo che chi guida deve superare prima di allontanarsi. Chi non ci riesce e lascia comunque l’auto rischia la sanzione, a meno che non dimostri, prove alla mano, che pagare era davvero impossibile. La regola, in fondo, è semplice. Chi usa un servizio paga.
