La capitale ucraina vive giorni di fuoco. Negli ultimi 72 ore Kiev è stata colpita per la terza volta da attacchi missilistici russi, mentre a poche centinaia di chilometri di distanza, ad Ankara, i leader dell’Alleanza Atlantica discutono il futuro del sostegno militare a Kiev. Ecco il quadro completo di quanto sta accadendo.
L’attacco del 6 luglio: il bilancio più pesante delle ultime settimane
Nella notte tra il 5 e il 6 luglio la Russia ha lanciato quello che il proprio ministero della Difesa ha definito un attacco “contro impianti militari-industriali ed energetici” nella capitale e nella regione circostante. Il bilancio più aggiornato parla di almeno 22 morti tra Kiev e la regione — 15 nella sola capitale — e 87 feriti. L’offensiva ha coinvolto missili da crociera e balistici, i missili antinave Tsirkon e Onyx (secondo fonti aperte impiegati anche contro bersagli terrestri), oltre a 351 droni a lungo raggio.
Il dato che sta facendo più discutere tra gli analisti militari riguarda l’efficacia della difesa aerea ucraina: secondo il portavoce dell’aeronautica, il colonnello Yurii Ihnat, nessuno dei 29 missili balistici lanciati da Mosca è stato intercettato, mentre missili da crociera e droni sono stati abbattuti con un tasso del 92-100%. Il problema, ha spiegato Ihnat, non è la mancanza di sistemi Patriot ma la carenza cronica di missili intercettori PAC-2 e PAC-3 — una vulnerabilità che Mosca starebbe sfruttando deliberatamente, concentrando sempre più gli attacchi sui missili balistici proprio perché sa che l’Ucraina non ha i mezzi per fermarli.
A questo si è aggiunto, nella notte tra il 7 e l’8 luglio, un nuovo attacco missilistico su Kiev — il terzo in una settimana — con esplosioni riportate poco dopo la mezzanotte e incendi scoppiati in almeno due distretti della città, secondo quanto confermato dal sindaco Vitali Klitschko.
La risposta ucraina: droni nel Mar d’Azov e raid sulle raffinerie russe
Kiev non è rimasta a guardare. Il comandante delle Forze di droni ucraine Robert Brovdi (“Madyar”) ha rivendicato quella che ha definito una notte dai “risultati su scala industriale” nel Mar d’Azov, con otto petroliere russe della cosiddetta “flotta ombra” colpite insieme a una nave da carico secco e un traghetto; secondo Brovdi il convoglio di petroliere sarebbe stato “gravemente danneggiato e in fiamme”. Sul fronte interno russo, le forze ucraine continuano la campagna contro le raffinerie: dall’inizio del 2026 sarebbero stati oltre 200 gli attacchi contro impianti petroliferi russi, con la raffineria di Omsk — a circa 2.500 chilometri dal territorio controllato da Kiev — tra i bersagli più recenti e più lontani mai colpiti. Sono state colpite anche infrastrutture energetiche in Crimea, con un nuovo blackout registrato a Sebastopoli.
Il caso Monaco arriva a Kiev
Sul fronte dell’intelligence, un ufficiale ucraino ha confessato di aver ucciso il sospettato dell’attentato dinamitardo di Monaco contro un magnate ucraino, secondo quanto riferito dai procuratori. Il corpo del sospettato è stato ritrovato senza vita proprio a Kiev, in un episodio che aggiunge un nuovo capitolo alla guerra ombra che si combatte parallelamente al conflitto sul campo.
Il vertice NATO di Ankara: tra sostegno a Kiev e tensioni interne
Proprio mentre la capitale ucraina veniva colpita, il 7 e l’8 luglio si è tenuto ad Ankara il vertice NATO, presieduto dal segretario generale Mark Rutte e con la partecipazione di 32 capi di Stato e di governo, incluso Donald Trump. La dichiarazione finale del summit ha fissato un sostegno militare all’Ucraina pari a 70 miliardi di euro sia per il 2026 sia per il 2027 — cifra che comprende anche un prestito UE da 30 miliardi — lasciando però ai singoli alleati la scelta delle modalità di erogazione, su base volontaria.
Il presidente Zelensky, presente ad Ankara per un bilaterale con Trump, ha chiesto con urgenza nuovi sistemi Patriot, indicando la difesa aerea come priorità assoluta e rivendicando comunque la capacità ucraina di intercettare oltre il 90% dei droni russi. Kiev ha inoltre annunciato accordi di cooperazione nel settore dei droni militari con Danimarca, Paesi Bassi ed Estonia, con intese analoghe in preparazione con Germania, Finlandia, Norvegia e Canada.
Il vertice è stato segnato anche da forti tensioni tra Trump e gli alleati europei, con il presidente statunitense che ha aperto il summit accusando i partner di aver “voltato le spalle” a Washington sul fronte della spesa militare — un affondo che ha coinvolto anche l’Italia. Sullo sfondo resta l’allerta, rilanciata da fonti di intelligence occidentali e ucraine, su una possibile provocazione russa contro Polonia o Paesi baltici pensata per testare la coesione dell’Alleanza proprio nei giorni del summit.
Fonti: Kyiv Independent, Al Jazeera, Euronews, Quotidiano Nazionale, Sky TG24, L’Espresso, MilanoFinanza.
