L’Italia degli sport acquatici comanda il medagliere degli Europei di Parigi 2026 a poco più di metà rassegna, in una manifestazione che si sta rivelando particolarmente ricca di soddisfazioni per gli azzurri. Con diciotto podi complessivi conquistati tra nuoto artistico, tuffi e nuoto in acque libere, la spedizione italiana ha scavalcato la Gran Bretagna proprio nella giornata di mercoledì, grazie soprattutto al capolavoro di Ginevra Taddeucci nella cinque chilometri in acque libere lungo la Senna.
La fiorentina ha firmato una doppietta storica, vincendo sia la dieci che la cinque chilometri, confermandosi la protagonista assoluta di questa prima fase della rassegna continentale. Al suo fianco, nella prova sui cinque chilometri, sono arrivati anche i bronzi di Barbara Pozzobon tra le donne e di Gregorio Paltrinieri tra gli uomini, quest’ultimo battuto solo dal tedesco Wellbrock e dall’ungherese Betlehem. Un bottino che ha permesso all’Italia di mettere la freccia anche nel medagliere specifico del fondo, superando la Germania.
Non da meno il contributo dei tuffi, dove Chiara Pellacani si è confermata tra le migliori d’Europa vincendo l’oro individuale nel trampolino tre metri e trascinando l’Italia al successo nel team event insieme a Matteo Santoro, Sarah Jodoin Di Maria e Raffaele Pelligra. Buone notizie anche dal sincro, con l’argento di Simone Conte e Raffaele Pelligra dalla piattaforma dieci metri.
Il nuoto artistico ha regalato ulteriori podi, tra cui l’argento di Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero nel duo misto tecnico e il bronzo della squadra azzurra guidata dalla direttrice tecnica Patrizia Giallombardo, che ha saputo compattarsi nonostante l’assenza per infortunio di Sofia Tabbiani.
Il primato italiano, tuttavia, va letto con la dovuta cautela: il medagliere è rimasto fluido fin dalle prime giornate, con la Gran Bretagna che aveva comandato la classifica nella fase iniziale della rassegna. E soprattutto, la parte più attesa e competitiva della manifestazione deve ancora arrivare. Dal 10 al 16 agosto sarà infatti la volta del nuoto in vasca, la disciplina regina del programma, resa quest’anno ancora più insidiosa dal ritorno alle competizioni internazionali degli atleti russi e bielorussi. Sarà quella la vera prova del nove per capire se l’Italia riuscirà a difendere la leadership conquistata nelle acque libere e nei tuffi, o se il testa a testa con le altre grandi nazioni del nuoto europeo si riaprirà nelle giornate decisive a Parigi.
