Per quasi diciassette anni, un pilota di Air Canada ha trasportato oltre centomila passeggeri senza avere i requisiti necessari per farlo. La vicenda, resa pubblica dalla polizia regionale dell’Ontario, ha scosso il mondo dell’aviazione per la sua durata e per la precisione con cui l’uomo sarebbe riuscito ad aggirare i controlli di uno dei sistemi di sicurezza più rigorosi al mondo. Geoffrey Wall, 59 anni, si è ritirato a fine 2025 ed è stato arrestato a inizio giugno nell’ambito dell’operazione “Project Icarus”, avviata dopo che Transport Canada aveva rilevato delle anomalie nei documenti presentati dal pilota durante una valutazione di routine.
Secondo l’accusa, Wall era in possesso di una licenza da pilota commerciale ma non era abilitato al trasporto di passeggeri su voli internazionali con gli aeromobili che faceva decollare e atterrare. Il suo percorso in Air Canada era iniziato nel 1998, ma nel 2009, quando fu promosso capitano, avrebbe falsificato la licenza di trasporto aereo, mai ottenuta, senza aver mai completato gli esami obbligatori. Tra il 2009 e il 2025, Wall ha comandato oltre 900 voli domestici e internazionali su Boeing 767, 777 e 787, trasportando decine di migliaia di passeggeri e percependo uno stipendio di quasi tre milioni di dollari canadesi. Per depistare le indagini, secondo l’accusa, avrebbe anche presentato una falsa denuncia alla polizia per il furto dei suoi documenti da pilota.
Wall deve rispondere di accuse di frode, utilizzo di documenti falsi, possesso di marchi contraffatti e falsa denuncia. Air Canada ha dichiarato di aver rimosso il pilota dal servizio attivo non appena scoperta la situazione, sottolineando che un audit interno non ha rilevato altri casi di non conformità e che la sicurezza dei passeggeri non è mai stata compromessa, poiché tutti i piloti sono sottoposti a formazione obbligatoria ogni sei mesi e a controlli periodici.
Prima di entrare in Air Canada, Wall aveva prestato servizio per dodici anni nella Royal Canadian Air Force. In un post sul blog di un ateneo canadese, poi rimosso, aveva scritto: «Ho pilotato DC-9, Airbus 320, Embraer, Boeing 767, 787 e sono andato in pensione lasciando il Boeing 777». Nel post parlava anche del suo ruolo di “canale”, qualcuno che non ha tutte le risposte ma sa chi le ha.
Il caso di Wall non è isolato. In passato, Tom Salme aveva volato per tredici anni senza licenza, accumulando 10.000 ore di volo. E Frank Abagnale, reso celebre dal film “Prova a prendermi”, falsificò un documento da pilota senza mai pilotare realmente. Quello di Wall resta però uno dei casi più estesi per durata e numero di passeggeri coinvolti, e solleva interrogativi sulla capacità di controllo delle compagnie aeree e degli enti regolatori. La vicenda dimostra che, nonostante la rigidità delle normative, il sistema può ancora essere aggirato per lungo tempo. Le indagini, ora, dovranno accertare se ci siano state complicità o se Wall sia riuscito a operare da solo, sfruttando le falle di un sistema che si credeva a prova di errore.
