Storie di Imprese

Aniello Longobardi, dal 1927 una storia di famiglia nel segno del pomodoro

Da Scafati ai mercati internazionali: quasi un secolo di storia per un’impresa che ha legato il proprio percorso alla trasformazione del pomodoro italiano, tra tradizione familiare, controllo della filiera e innovazione.

Ci sono imprese la cui storia finisce inevitabilmente per intrecciarsi con quella del territorio in cui sono nate. Nel caso della Aniello Longobardi S.r.l., questo legame passa attraverso uno dei prodotti simbolo della tavola italiana: il pomodoro.

Siamo a Scafati, nell’Agro Nocerino-Sarnese, un territorio storicamente legato all’agricoltura e alla trasformazione conserviera. È qui che prende forma una storia imprenditoriale iniziata quasi un secolo fa e arrivata oggi alla gestione delle nuove generazioni della famiglia Longobardi.

Una storia fatta di agricoltura, industria e trasformazioni del mercato, ma soprattutto di una continuità familiare che attraversa diverse generazioni.

Tutto comincia nel 1927

La storia della Aniello Longobardi nasce nel 1927, quando l’attività viene avviata per l’esportazione di prodotti ortofrutticoli freschi.

È un’epoca profondamente diversa da quella attuale, nella quale il rapporto tra produzione agricola, commercio e territorio rappresenta uno dei motori dell’economia locale.

Il passaggio decisivo arriva nel 1963. Dopo la morte del fondatore Aniello, i figli Enrico, Gaetano e Carlo trasformano l’attività originaria in un’industria dedicata alla lavorazione dei prodotti agricoli.

È da quel momento che il pomodoro diventa il centro dell’attività produttiva dell’azienda.

La guida dell’impresa è oggi affidata alle nuove generazioni della famiglia Longobardi, che continuano a mantenerne il controllo e a portare avanti un percorso imprenditoriale iniziato dai loro predecessori.

Scafati e il pomodoro: un legame che attraversa il tempo

La scelta di sviluppare un’industria conserviera proprio a Scafati non può essere separata dalla storia produttiva dell’area.

L’Agro Nocerino-Sarnese è infatti uno dei territori campani tradizionalmente associati alla coltivazione e alla trasformazione del pomodoro. Nel corso del Novecento, attorno a questa materia prima si è sviluppato un importante tessuto produttivo fatto di agricoltori, industrie conserviere, imprese di trasformazione e attività logistiche.

La Aniello Longobardi cresce all’interno di questo contesto e costruisce progressivamente la propria specializzazione.

Oggi la produzione aziendale è concentrata sul pomodoro e sui suoi derivati: dai pomodori pelati alle passate, dai pomodorini ai concentrati, fino alle polpe, alle salse per pizza e ai sughi pronti.

Una materia prima apparentemente semplice diventa così il punto di partenza per prodotti differenti, destinati a consumatori e mercati con esigenze diverse.

Dal campo allo stabilimento: la qualità comincia dalla materia prima

Quando si parla di conserve di pomodoro, buona parte del risultato finale nasce molto prima dell’ingresso della materia prima nello stabilimento.

Secondo quanto dichiarato dall’azienda, la Aniello Longobardi utilizza pomodoro fresco italiano proveniente da colture selezionate e sottoposte a controlli da parte di tecnici e agronomi.

Il sito aziendale indica attualmente Puglia e Toscana come aree di provenienza dei pomodori utilizzati.

Il controllo accompagna la materia prima lungo il percorso produttivo: l’azienda dichiara di effettuare verifiche direttamente nei campi, attraverso il proprio personale tecnico e il laboratorio interno, affiancandole alle analisi di laboratori esterni accreditati e ai controlli degli enti competenti.

Un sistema di tracciabilità consente inoltre di seguire il prodotto lungo il percorso che va dalla coltivazione fino alla commercializzazione.

È un aspetto particolarmente significativo perché racconta quanto l’industria conserviera contemporanea sia ormai lontana dall’immagine di una semplice trasformazione della materia prima: dietro una confezione di pomodoro esiste una filiera nella quale agricoltura, tecnologia, controllo e logistica devono dialogare tra loro.

Pelati, passate e salse: come cambia il modo di consumare il pomodoro

Nel corso dei decenni sono cambiate le abitudini alimentari, la distribuzione e persino il tempo che le persone dedicano alla cucina. Anche un prodotto tradizionale come il pomodoro ha seguito questa evoluzione.

Accanto ai classici pomodori pelati, la gamma Longobardi comprende oggi passate, pomodorini, concentrato di pomodoro, polpe aromatizzate, passata rustica, salse per pizza, pomodori secchi e preparazioni pronte.

Tra le produzioni figura anche il Pomodoro San Marzano DOP, uno dei prodotti maggiormente legati alla tradizione conserviera campana.

L’azienda realizza inoltre produzioni biologiche e propone differenti formati e tipologie di confezionamento, dal vetro alla banda stagnata.

Questa diversificazione racconta anche l’evoluzione dell’impresa: conservare una tradizione non significa necessariamente produrre sempre nello stesso modo, ma riuscire ad adattarla ai cambiamenti del mercato senza perdere il rapporto con il prodotto originario.

La tradizione incontra tecnologia e controllo

Se il pomodoro rappresenta la continuità, la tecnologia rappresenta inevitabilmente il cambiamento.

Nello stabilimento di Scafati, la trasformazione della materia prima viene affiancata da sistemi produttivi e attività di controllo che coinvolgono tecnologi alimentari e personale tecnico specializzato.

L’azienda dispone inoltre di un laboratorio interno dedicato alle verifiche sulle produzioni e di un deposito logistico situato a poca distanza dallo stabilimento.

Sul fronte della gestione della qualità e della sicurezza alimentare, Aniello Longobardi dichiara un sistema certificato ISO 9001, oltre alle certificazioni BRC Global Standard for Food Safety e IFS Food. L’azienda dispone inoltre di certificazione Halal ed è controllata per le produzioni biologiche.

La certificazione del sistema qualità ISO 9001, secondo quanto riportato dall’impresa, risale al 1997.

Un’impresa che guarda anche all’ambiente

Alla trasformazione industriale si aggiunge un’altra questione sempre più centrale per il settore agroalimentare: l’impiego dell’energia e delle risorse.

Aniello Longobardi dichiara di aver installato presso la propria attività un impianto fotovoltaico da 250 kWp e di essere risultata vincitrice del bando “Parco Agrisolare” del GSE per un ulteriore incremento della potenza installata di 120 kWp.

È uno degli esempi di come anche un’industria legata a una produzione profondamente tradizionale possa confrontarsi con temi contemporanei come l’efficienza energetica e la sostenibilità dei processi.

Da Scafati verso i mercati internazionali

C’è infine un elemento che rende particolarmente interessante questa storia imprenditoriale.

La Aniello Longobardi nasce nel 1927 proprio con una vocazione commerciale rivolta all’esportazione. Quasi cento anni dopo, quella dimensione internazionale continua a essere parte dell’identità dell’impresa.

L’azienda dichiara infatti una presenza consolidata sui mercati esteri, affiancando alla propria origine campana una strategia commerciale rivolta anche oltre i confini italiani.

È quasi un ritorno al punto di partenza: un’impresa nata per portare fuori dal territorio i suoi prodotti agricoli e che, attraversando generazioni e profonde trasformazioni industriali, continua a guardare ai mercati internazionali.

Una storia di impresa, famiglia e territorio

Dal commercio ortofrutticolo del 1927 all’industria conserviera contemporanea sono cambiate tecnologie, mercati, consumatori e modalità di produzione.

Ciò che attraversa questa storia è invece il rapporto tra famiglia, impresa e pomodoro.

Oggi la Aniello Longobardi continua la propria attività a Scafati, nello stesso territorio nel quale questa storia ha avuto origine, mentre una nuova generazione della famiglia porta avanti il percorso iniziato quasi un secolo fa.

Ed è forse proprio questa la caratteristica più interessante delle imprese che riescono ad attraversare epoche differenti: saper cambiare senza cancellare completamente ciò da cui sono partite.

Nel caso della famiglia Longobardi, quel punto di partenza ha il colore rosso del pomodoro e le radici in una terra che ha fatto della sua trasformazione una parte importante della propria storia produttiva.


Per maggiori informazioni su Aniello Longobardi S.r.l.:
Sede e stabilimento: Via A. Grandi, 20 – 84018 Scafati (SA)
Tel. +39 081 8506920
Sito web: www.longobardianiello.com

Contenuto sponsorizzato realizzato nell’ambito della rubrica Storie di Imprese di KreaNews.

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