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Il Nobel per la Pace 2026 va a Navi Pillay. Gli Stati Uniti sanzionano la Corte penale internazionale, Trump e Israele attaccano il Comitato

OSLO – Il Comitato norvegese per il Nobel ha assegnato venerdì il Nobel per la Pace 2026 alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay, per il suo lavoro a favore della pace e del diritto internazionale. Il premio arriva in una fase di forte attrito tra Washington e le istituzioni della giustizia internazionale. Poche ore dopo l’annuncio, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato nuove sanzioni contro la Corte penale internazionale, dove Pillay è stata giudice.

Nella motivazione, il presidente del Comitato Jørgen Watne Frydnes ha detto che il premio vuole ricordare al mondo che lo stato di diritto, nazionale e internazionale, sostiene il sistema creato per risolvere i conflitti senza violenza, e che la pace richiede giustizia.

Pillay, 85 anni, ha dedicato il premio a tutti i sopravvissuti ai crimini internazionali. Ha appreso la notizia al Nuremberg Forum, un incontro di diritto internazionale in Germania. Ha raccontato di aver pensato in un primo momento a uno scherzo. Davanti alla platea che applaudiva ha poi scherzato sull’ipotesi di condividere il premio con Trump, alludendo alle sue ambizioni sul Nobel.

Il suo percorso comincia sotto l’apartheid. Pillay difese Nelson Mandela e altri attivisti anti-apartheid, e fu la prima donna di colore nell’Alta Corte sudafricana. Negli anni successivi ha ricoperto diversi incarichi internazionali, tra cui quello di alto commissario ONU per i diritti umani. Ha anche guidato la commissione ONU d’inchiesta che ha concluso che Israele ha commesso genocidio a Gaza.

Le reazioni sono state nette e opposte. Il segretario generale dell’ONU António Guterres ha definito il premio un tributo a chi difende il diritto internazionale, lo stato di diritto e i diritti umani. La Corte penale internazionale ha parlato di un importante riconoscimento del ruolo della giustizia internazionale per una pace duratura, e ha condannato le nuove sanzioni americane, definite un attacco allo stato di diritto, assicurando che il suo lavoro proseguirà.

Trump non si è congratulato con Pillay. Ha invece condiviso su Truth Social il messaggio di un altro utente, secondo cui il Comitato si è coperto di vergogna e ha svilito il premio. Il messaggio definiva Pillay una dichiarata nemica di America e Israele. Il presidente americano ha parlato apertamente, nel secondo mandato, del suo desiderio di vincere il Nobel, ma ha anche espresso dubbi che il Comitato glielo assegnerebbe.

Dura anche la risposta di Israele. Il ministero degli Esteri ha parlato di un’inaccettabile strumentalizzazione del premio per legittimare odio e pregiudizio contro Israele. Il premier Benjamin Netanyahu ha accusato il Comitato di aver perso la bussola morale e Pillay di mentire.

Quest’anno le candidature erano 287, tra cui probabilmente anche quella di Trump. La cerimonia di consegna si terrà a Oslo il 10 dicembre.

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