Primo PianoSport

Il Cammino verso il Mondiale: Un sorteggio favorevole e ora dipende solo da noi

Alla fine, il sorteggio dei playoff di qualificazione alla Coppa del mondo FIFA 2026 poteva riservare ben di peggio. L’Italia, costretta a passare da questa porta stretta dopo una campagna di qualificazione deludente, ha evitato le trappole più insidiose. Ad attenderla sul cammino verso gli Stati Uniti, Canada e Messico ci sono prima l’Irlanda del Nord a Bergamo, e poi, in caso di successo, una finale in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia. Si respira, a giudizio unanime, un cauto ottimismo. Sì, è andata bene. Ma questa benevolenza del destino non deve ingannare: per questa Nazionale, niente è scontato. In ballo c’è molto più di un posto alla coppa del mondo; c’è la redenzione dopo dodici lunghi anni di assenza, un’assenza che pesa come un macigno sulla storia recente del calcio italiano. Andare a prendersi il biglietto in casa altrui, anche contro avversari non mostruosi, resta un’impresa. Grande o piccola, poco importa. Per gli azzurri di Gennaro Gattuso, sarà necessario andare oltre i propri limiti.

Il Percorso: Fantasmi Lontani e Realtà Attuali

Il primo ostacolo ha un nome che evoca echi lontani e spettri di un calcio ormai antico: l’Irlanda del Nord. La storia tra queste due nazionali non è fatta di capitoli recenti, ma i pochi che ci sono bastano a consigliare prudenza. Risale al gennaio 1958 l’ultima, bruciante delusione che condannò gli azzurri a restare a casa, regalando il pass per quei Mondiali ai nordirlandesi. Più recente, e forse più significativo per la generazione attuale, è il pareggio a reti inviolate del 2021, a Belfast, uno di quei risultati che, pur non essendo decisivo in sé, contribuì a segnare una strada in discesa verso i playoff di allora. Sono fantasmi, certo, ma il calcio è anche fatto di questo.

Guardando alla realtà odierna, l’Irlanda del Nord si presenta come una squadra fisicamente robusta, la cui rosa è composta principalmente da giocatori che militano nei campionati inglesi, sebbene solo cinque di essi siano nella Premier League. Il faro della squadra è Conor Bradley, terzino del Liverpool, reduce da prestazioni di livello internazionale. È una squadra alla portata dell’Italia, ma che richiederà una partita di grande intensità e concentrazione, senza spazio per la sottovalutazione.

La possibile finale: Due volti diversi della stessa minaccia

Se gli azzurri supereranno il primo turno, li attenderà una trasferta infuocata, a Cardiff o a Zenica. Due palcoscenici notoriamente “caldi”, dove il fattore campo giocherà un ruolo non indifferente.

Il Galles rappresenta forse l’avversario più temibile del percorso. Pur non brillando per stelle assolute, è una squadra abituata a questo tipo di sfide. È stata l’ultima nazionale europea a qualificarsi al Mondiale 2022, battendo l’Ucraina in un’atmosfera carica di pressione a Cardiff. Guidata dall’energico ct Craig Bellamy, vanta una decina di giocatori di Premier League. Tra di essi spiccano Neco Williams del Nottingham Forest e Brennan Johnson del Tottenham, giocatori dinamici e pericolosi in grado di decidere una partita. Hanno già dimostrato di saperci fare in queste circostanze.

L’alternativa bosniaca è uno specchio dei fasti passati, incarnati dal mitico Edin Dzeko, ancora presente e recordman di reti e presenze della selezione, e dalle difficoltà recenti. La squadra del ct Sergej Barbarez sta cercando di risollevarsi dopo anni complessi. La qualificazione diretta è sfumata all’ultimo minuto contro l’Austria, segno di una squadra viva ma forse non ancora solida. Oltre a Dzeko, l’altra bandiera è Sead Kolasinac, reduce da un grave infortunio. La Bosnia può contare su alcuni elementi di qualità e, soprattutto, su un morale risollevato. In casa, supportata da un pubblico caloroso, potrebbe rivelarsi un osso duro.

“Dipende solo da noi”: Lo slogan che è una condanna e un’opportunità

In questo contesto, le parole del nostro ct Gennaro Gattuso risuonano come un mantra e insieme come una condanna. “Dipende solo da noi” non è solo uno slogan, ma l’unica verità possibile. È la consapevolezza che la qualità individuale, su carta, c’è. È l’ammissione che non ci sono più alibi. “Testa solo all’Irlanda, poi se andrà bene, penseremo anche alle altre”, ha dichiarato Gattuso, dimostrando pragmatismo. Sa bene che campi come quelli di Cardiff o Zenica “possono mettere in difficoltà qualsiasi squadra”. Il suo compito sarà infondere negli azzurri non solo la tattica, ma soprattutto l’aggressività mentale e la fame necessarie per affrontare partite che sono veri e propri scontri di identità.

L’Italia non può e non deve cercare stelle in queste squadre avversarie. Deve guardare allo specchio e trovare sé stessa. Deve ritrovare quel carattere, quella furbizia e quella freddezza sotto pressione che hanno sempre caratterizzato la sua storia. Il sorteggio è stato clemente, ha dato una chance. Ora tocca all’Italia coglierla, dimostrando di meritare un posto tra le élite del calcio mondiale. Perché, in fondo, se non si vince un playoff del genere, non resterà che guardare il Mondiale dal divano. E, in quel caso, sarà una condanna non del destino, ma meritatamente, propria.

Related posts

Letteratura in movimento: Cinque eventi di Ottobre

Redazione

L’inflazione in Italia: Tra Calo e Complessità Economiche

Redazione

Sfratti veloci e affitti brevi, la doppia sfida del Governo Meloni

Redazione