Con l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, entra in vigore a settembre la riforma del voto di condotta voluta dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Le nuove regole introducono criteri più severi per la valutazione del comportamento nelle scuole superiori, con conseguenze dirette sulla promozione degli studenti.
A partire dal prossimo anno scolastico, gli alunni che otterranno un sei in condotta non saranno promossi a giugno, ma dovranno affrontare un “compito di cittadinanza” a settembre per dimostrare un miglioramento nel comportamento. Chi invece risulterà insufficiente già nel primo quadrimestre sarà obbligato a partecipare ad attività di recupero nel secondo periodo. La situazione si fa ancora più critica per chi riceve un cinque in condotta: in questo caso, la bocciatura sarà automatica, con l’obbligo di ripetere l’anno.
Le novità principali della riforma
Queste disposizioni completano un percorso avviato con la riforma del sistema di valutazione, che aveva già introdotto cambiamenti per le scuole medie e per l’esame di Maturità. Nelle medie, infatti, è stato ripristinato il voto numerico in condotta, mentre alla Maturità un voto pari o inferiore a 8 influisce negativamente sul credito scolastico accumulato negli ultimi tre anni.
Un altro aspetto significativo riguarda le sospensioni: se uno studente viene allontanato dalla scuola per più di due giorni, l’istituto dovrà organizzare attività di recupero o di volontariato presso enti del terzo settore. Qualora non fosse possibile trovare una collocazione esterna, le attività potranno essere svolte all’interno della scuola stessa.
Voto finale e adeguamento dei regolamenti
Il voto di condotta finale non terrà conto solo del comportamento nel secondo quadrimestre, ma valuterà l’intero anno scolastico, comprese eventuali infrazioni commesse nei primi mesi. Le scuole avranno tempo un mese dall’inizio del nuovo anno per adeguare i propri regolamenti interni alle nuove disposizioni.
Impatto sulla vita scolastica
Questa riforma mira a rafforzare il valore educativo del voto di condotta, spingendo gli studenti a una maggiore responsabilità e rispetto delle regole. Tuttavia, solleva anche dubbi sull’effettiva efficacia delle sanzioni e sulla possibilità che, in alcuni casi, possano risultare eccessivamente punitive.
Con l’avvio del prossimo anno scolastico, si potrà valutare meglio come le scuole applicheranno queste norme e quale impatto avranno sul percorso formativo degli studenti. Intanto, famiglie e docenti si preparano ad affrontare un sistema di valutazione più rigoroso, che punta a bilanciare disciplina e opportunità di recupero.
