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Roma e il Giubileo 2025: cantieri infiniti e ritardi da record. Cosa sta succedendo davvero?

Un evento storico che rischia di trasformarsi in un cantiere a cielo aperto. Ecco tutti i numeri (e le polemiche) dietro il Giubileo della Speranza.

Il Giubileo 2025 dovrebbe essere un’occasione di rinascita per Roma, attesa da milioni di pellegrini da tutto il mondo. Invece, a pochi mesi dall’apertura della Porta Santa, la Capitale si presenta come un immenso cantiere ancora lontano dall’essere completato.

I numeri parlano chiaro: su 323 opere giubilari previste, solo 149 risultano concluse o in fase di chiusura, mentre 111 sono ancora in pieno svolgimento e 61 sono «avviabili», ovvero in procinto di partire. Questo significa che meno del 50% delle opere è effettivamente pronto, e molti interventi strategici non saranno ultimati per il 2025.

Soldi spesi (o quasi)

Il piano prevede 2,8 miliardi di euro già finanziati, con un budget complessivo che sfiora i 4,7 miliardi. Tuttavia, al 30 giugno 2024, secondo la Corte dei Conti, erano stati trasferiti agli esecutori solo 195 milioni di euro, un dato che mette in evidenza lentezze burocratiche e criticità gestionali.

Le opere in ritardo

Tra i cantieri simbolo del ritardo:

Parcheggio interrato al Lungotevere Castello, fondamentale per decongestionare la zona di San Pietro: non sarà pronto prima del 2026.

Parcheggio di Piazza Risorgimento, già ridimensionato e comunque fuori tempo massimo.

Centro Archeologico Monumentale (CArMe) ai Fori Imperiali: completamento previsto tra 2026 e 2027, ben oltre la fine del Giubileo.

Stazione Pigneto: le gare sono andate deserte, slitta al 2026, un colpo duro per la mobilità locale.

La storica ferrovia Roma-Lido, il cui ammodernamento doveva essere un fiore all’occhiello, non sarà completata prima del 2026

Cantieri a macchia di leopardo

Nelle periferie romane, la situazione è ancora più drammatica. A Pietralata, la cosiddetta «Casa delle famiglie» e il centro per disabili sono fermi al palo. A Tor Bella Monaca, le opere di riqualificazione urbana procedono con gravissimi ritardi.

Alcune zone centrali hanno visto progressi, come Piazza Pia (con il collegamento pedonale tra Castel Sant’Angelo e Via della Conciliazione) e parte di Piazza San Giovanni. Ma sono eccezioni che non bastano a mascherare un quadro generale di incertezza.

Accoglienza pellegrini: missione (quasi) impossibile

Roma si prepara ad accogliere oltre 30 milioni di visitatori, ma la mancanza di infrastrutture rischia di trasformare la città in un labirinto di deviazioni, transenne e disagi. Le strutture ricettive denunciano già carenze di parcheggi, viabilità critica e percorsi pedonali insicuri.

La politica sotto accusa

Il sindaco Roberto Gualtieri e il commissario straordinario per il Giubileo, Monsignor Rino Fisichella, difendono i progressi raggiunti, ma la Corte dei Conti parla chiaro: i ritardi sono «gravi e difficilmente recuperabili». Le opposizioni parlano di «promesse da libro dei sogni» e chiedono poteri straordinari per sbloccare i lavori.

Un Giubileo della Speranza, ma a metà

Quello che doveva essere un simbolo di rinascita spirituale e civile rischia di trasformarsi in un test di pazienza per cittadini e pellegrini. Roma vivrà comunque il Giubileo, ma lo farà tra cantieri incompiuti, strade chiuse e promesse mancate.

La città eterna merita di meglio. E i fedeli (così come i romani) meritano trasparenza e rispetto.

 

 

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