Motori

Ferrari Luce, svelato il nome e gli interni della prima elettrica del Cavallino

San Francisco ha fatto da cornice alla presentazione di Luce, la prima vettura completamente elettrica nella storia della Ferrari. La casa di Maranello ha scelto la città californiana per svelare il nome e gli interni di questo modello che segna un passaggio epocale per il marchio del Cavallino Rampante, aprendo le porte a una nuova era senza tradire il Dna racing che da ottant’anni la contraddistingue.

Il nome Luce non è stato scelto a caso. Segna l’inizio di una nuova strategia di denominazione pensata per accompagnare l’espansione della gamma verso territori inesplorati. La vettura si propone come punto di incontro tra tre anime diverse: la tradizione sportiva ereditata dalle piste di tutto il mondo, l’eleganza senza tempo delle granturismo più iconiche, e la capacità di interpretare i linguaggi contemporanei della mobilità e del lifestyle.

Per disegnare gli interni, Ferrari ha messo insieme un team di progettisti d’eccezione. Da una parte LoveForm, il collettivo fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson, due nomi che hanno fatto la storia del design industriale. Dall’altra il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, da anni artefice delle linee più memorabili del marchio. Il risultato della loro collaborazione è un abitacolo pensato come un volume unico, essenziale, dove ogni elemento è al servizio della guida e nulla è lasciato al caso.

L’approccio seguito dai designer è partito dall’idea che hardware e software dovessero svilupparsi in perfetta armonia. L’architettura fisica dell’abitacolo e le interfacce digitali dialogano senza soluzione di continuità, creando un equilibrio studiato per mettere il pilota nelle condizioni migliori. I componenti principali come il binnacle, il pannello di controllo e il tunnel centrale sono stati concepiti come volumi autonomi, organizzati intorno a un principio semplice e chiaro: da un lato i comandi per dare input alla vettura, dall’altro i display per ricevere informazioni.

I materiali sono stati selezionati con cura maniacale, guardando non solo all’estetica ma anche alla resistenza e alla durata. Ferrari sottolinea di aver valutato con attenzione anche i processi produttivi, applicando tecnologie all’avanguardia per esaltare le caratteristiche di ogni singolo materiale. Il rapporto tra uomo e macchina punta su tattilità e intuitività, con un’organizzazione ridotta all’osso che richiama le monoposto di Formula 1.

I comandi fisici hanno avuto la priorità su quelli digitali, perché creano quella connessione funzionale che i puristi cercano in una vera sportiva. Il volante è un omaggio al leggendario Nardi in legno a tre razze degli anni Cinquanta, ma realizzato in alluminio riciclato, con un risparmio di 400 grammi rispetto ai volanti tradizionali. Il quadro strumenti, per la prima volta su una Ferrari, è montato sul piantone dello sterzo con una grafica ispirata al mondo dell’aviazione. Il binnacle si muove insieme al volante per garantire sempre la migliore visibilità.

Il selettore del cambio è in vetro Corning Fusion5, lo stesso materiale utilizzato per l’alloggiamento della chiave. Quando la chiave viene inserita nell’apposito vano, il colore passa dal giallo al nero integrandosi con la superficie del tunnel centrale. A quel punto pannello di controllo e binnacle si illuminano: la Ferrari Luce è pronta a partire.

Related posts

Limiti di velocità dinamici e autovelox nascosti, l’Europa corre con l’IA

Redazione

Motori tradizionali in un mondo sostenibile

Redazione

Nuova Bmw i3, ricarica da record e 900 km di autonomia

Redazione