Lavoro

Nuove tutele per i lavoratori con malattie oncologiche

Ricevuta una diagnosi di cancro, il paziente si trova ad affrontare una battaglia che investe ogni aspetto della sua vita, compresa la sfera lavorativa. La riduzione dello stipendio, l’esaurimento dei permessi e il timore costante di perdere il proprio posto di lavoro diventano preoccupazioni quotidiane, che si sommano al già difficile percorso di cura. In Italia, questa realtà coinvolge più di un milione e centomila lavoratori, i quali rappresentano un terzo del totale dei pazienti oncologici del Paese. Con l’approvazione definitiva della Legge 106/2025, in vigore dal primo gennaio 2026, sono state introdotte nuove tutele destinate a questa fascia particolarmente vulnerabile.

Sebbene il testo sia stato votato all’unanimità – segnale di una rinnovata sensibilità politica sul tema, analoga a quella che nel 2023 portò alla legge sul Diritto all’Oblio oncologico – permangono diverse criticità. Come sottolineato da Elisabetta Iannelli, segretario generale di FAVO e presidente di AIMAC, non sono state incluse nel provvedimento misure essenziali e a costo zero, come il divieto di lavoro notturno per i lavoratori fragili.

Il punto centrale della nuova normativa è l’estensione del congedo non retribuito, portato da 6 a 24 mesi, fruibile in maniera continuativa o frazionata da chi possiede un’invalidità certificata pari o superiore al 74%. Se da un lato questa modifica offre maggiore sicurezza conservando il posto più a lungo, dall’altro non affronta il problema della tossicità finanziaria legata alla malattia: il congedo resta infatti completamente a carico del lavoratore, senza contributi figurativi né indennità.

Tra le novità rilevanti spiccano le 10 ore aggiuntive di permesso retribuito all’anno, dedicate a visite e cure, estese anche ai genitori di minori affetti da patologie gravi. Viene inoltre introdotta una priorità – seppur non un diritto assoluto – per accedere al lavoro agile una volta terminato il congedo. Per i lavoratori autonomi è prevista un’estensione della sospensione dell’attività, da 150 a 300 giorni annui.

Accanto a questi interventi, permangono strumenti poco noti ma già disponibili, come i tre giorni mensili di permesso retribuito della Legge 104, o i 30 giorni annui per cure mediche previsti in caso di invalidità superiore al 50%. Infine, un traguardo importante: i malati oncologici sono esentati dall’obbligo di reperibilità durante i periodi di assenza per malattia, un riconoscimento di dignità che evita loro ulteriori stress in un momento già tanto difficile.

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