Nel nuovo appuntamento de Il Salotto di KreaNews, condotto da Ida Piccolo, si respira già aria di festa. Con l’arrivo di dicembre, il mese più bello dell’anno, il focus si sposta sul valore del tempo condiviso e sulla riscoperta delle relazioni autentiche. Ospiti in studio Stefano De Carolis, direttore operativo di Giochi Uniti, e il giornalista e scrittore Gianluca Leo, per un viaggio tra il divertimento analogico e una narrativa che attraversa le epoche, invitando a spegnere i telefoni e accendere le emozioni.
Stefano De Carolis – La sfida del gioco analogico nell’era digitale
Stefano, il Natale vuol dire famiglia e calore. Tu ci parli di un ritorno ai “vecchi tempi” con i giochi da tavolo. C’è davvero questo bisogno di reale?
«È vero, la nostra vita è invasa in maniera progressiva sempre di più dal telefono e dal virtuale: sul lavoro, a casa, nelle relazioni. C’è un bisogno di reale. Noi come Giochi Uniti intercettiamo questo bisogno offrendo un intrattenimento analogico che porta le persone attorno allo stesso tavolo. Si gioca, si coopera, c’è anche un po’ di competizione, ma è tutto reale. Dobbiamo vincere questa sfida culturale: far capire che un’ora di intrattenimento vero vale più di intere giornate passate sui social.»
Noti che anche i giovani si stanno avvicinando di più al mondo analogico accantonando quello virtuale?
«Sì, perché siamo la prima generazione che è spaventata dalla tecnologia invece di esserne solo emozionata. Iniziamo a proteggerci. Siamo animali sociali, ma in senso reale. Quando c’è un gioco da tavolo si crea una magia: le persone tornano a sporgersi l’una verso l’altra anche col linguaggio del corpo. Il gioco fa cadere le maschere e permette di esprimersi senza paura del giudizio, perché è inclusivo e orizzontale.»
Cosa diresti ai tanti giovani che ci seguono?
«Direi di giocare il più possibile. Non importa il gioco, conta avere un intrattenimento reale. Spesso il digitale prende piede perché risponde a un’insicurezza, a un bisogno di nascondersi dietro un filtro. Ecco, rompiamo questo filtro, usciamo dalla comfort zone e confrontiamoci fra di noi, perché è così che si cresce.»
Oltre al divertimento, c’è anche un forte impegno solidale nei vostri progetti. Ce ne parli?
«Intendiamo il gioco da tavolo come una sfida culturale oltre che commerciale. Siamo di Napoli e cerchiamo di fare operazioni sul territorio. Abbiamo collaborato con il carcere di Santa Maria Capua Vetere e lavoriamo con il Policlinico per donare biblioteche nei reparti di lunga degenza per i minori. Saremo presenti anche con un temporary store all’Edenlandia, contribuendo alla loro biblioteca. Per me il gioco dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole come strumento di educazione civica.»
Gianluca Leo – “A bordo nel tempo”: un viaggio nella Napoli degli anni ’90
Gianluca, giornalista ed esperto di marketing, debutti con il tuo primo libro. Com’è stata questa avventura?
«È stato molto terapeutico. “A bordo nel tempo” nasce come necessità, la necessità di dare sfogo a un dolore profondo, quello relativo alla scomparsa di mio padre. Da questo episodio nasce la storia del protagonista, Walter Ferrante, un 42enne napoletano disilluso che misteriosamente si ritrova catapultato nel 1999. Deve fare i conti con la vita da diciassettenne ma con la consapevolezza di un adulto, cercando di cambiare il corso del suo destino.»
È una storia di viaggi nel tempo, ma anche un viaggio nelle emozioni. Cosa deve affrontare il protagonista?
«Walter ha tre nodi da sciogliere: la scomparsa improvvisa del padre assassinato, la perdita di un amore e la delusione di un amico. Sono quelle zone d’ombra che abbiamo un po’ tutti e che teniamo nell’angolino, ma quando riaffiorano vanno affrontate. È una storia sofferta, ma raccontata con un tono leggero e a tratti ironico.»
Napoli gioca un ruolo centrale nel romanzo. Come la racconti?
«Dico sempre che il vero protagonista non è Walter, ma Napoli. Ho voluto contestualizzare la storia nel periodo natalizio, perché a Natale Napoli indossa il suo abito più elegante. Una location fondamentale è San Gregorio Armeno, la strada dei pastori, dove si svilupperà la scena clou, legata proprio all’assassinio del padre del protagonista. Walter cercherà in tutti i modi di sventare questo episodio per cambiare il destino.»
Molti lettori ti hanno detto che il libro sembra già un film. Ci hai pensato?
«Sì, ho ricevuto tanto affetto e anche addetti ai lavori mi hanno detto che la trama ha tutti i requisiti per diventare qualcosa di cinematografico. C’è questo espediente narrativo del viaggio nel tempo che affascina sempre. Io vado coi piedi di piombo, ma se mi sarà proposto prenderò seriamente in considerazione la cosa. Magari!»
… Una puntata che è un invito a spegnere gli schermi e accendere le emozioni. Che sia attraverso una partita a un gioco da tavolo che riunisce la famiglia o leggendo un romanzo che ci trasporta nella Napoli degli anni ’90, il messaggio è chiaro: a Natale, e non solo, il regalo più prezioso è la presenza reale, il dialogo e la condivisione di storie ed esperienze.
L’intervista completa è disponibile sul canale ufficiale YouTube di KreaNews.
Il Salotto di KreaNews va in onda ogni lunedì alle ore 20:00 su TV Luna – Canale 83 del Digitale Terrestre, con repliche dal martedì al venerdì alla stessa ora.
