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Guida Michelin 2026: Tre stelle a Mammoliti e 22 nuovi ingressi nell’universo stellato

L’atmosfera era carica di aspettativa al Teatro Arcimboldi di Milano, dove è stata svelata la settantunesima edizione della Guida Michelin Italia. Un evento che, come ogni anno, non si limita a premiare l’eccellenza gastronomica, ma ridisegna la mappa culinaria del paese, consegnando alla storia nuovi nomi e consacrando talenti verso vette sempre più alte. L’edizione 2026 ha registrato un’espansione significativa della “costellazione astrale” italiana: un nuovo ristorante ha conquistato le ambite tre stelle, due sono entrati nella categoria delle due stelle e ben ventidue hanno ottenuto la loro prima stella, entrando ufficialmente nell’universo dell’alta ristorazione.

Il trionfo più eclatante, quello che segna un vero e proprio cambio di passo nella gerarchia gastronomica nazionale, va a Michelangelo Mammoliti e al suo ristorante “La Rei Natura”. Questo riconoscimento eleva Mammoliti nell’Olimpo della cucina italiana, un circolo esclusivo che ora conta soltanto quindici membri. Un traguardo straordinario per lo chef, che ha appena compiuto quarant’anni e che nel 2022 ha intrapreso una nuova, coraggiosa direzione culinaria, puntando tutto su una filosofia profondamente legata alla natura e al territorio.

La notizia è stata accolta da un’ondata di commozione e entusiasmo, riflessa in un lungo e sentito post sulla pagina Instagram del ristorante. “Ci sono tante cose che si possono dire oggi. Sono così tante che non si sa da che parte iniziare”, esordisce il messaggio, che procede con una serie di ringraziamenti meticolosi e sentiti. Un grazie rivolto a chi, ogni giorno, si dedica “anima e cuore” a La Rei Natia: da chi cucina e serve in sala, a chi con dedizione si occupa dell’orto e della serra, passando per i fornitori che riservano le materie prime migliori. Un riconoscimento speciale va a “quelli che hanno scelto di restare accanto allo chef” in questo nuovo percorso e alla famiglia Dogliani, la proprietà che ha creduto nel progetto fin dall’inizio.

Ma il cuore del messaggio è una dedica appassionata allo chef Mammoliti: “Entri nell’Olimpo della cucina, hai sudato tutta la vita per essere nominato su quel palco, oggi. Siete in 15 in Italia. Solo 15. 40 anni appena compiuti e 3 Stelle Michelin!”. Il post cattura l’emozione del momento, parlando di “un entusiasmo difficile da contenere” e di un futuro carico di aspettative: “Da qui inizia qualcosa di diverso, non sappiamo bene cosa aspettarci”. La guida Michelin, ormai familiare, viene quasi apostrofata con un confidenziale “tu” in segno di riconoscenza, ma con la piena consapevolezza del “fardello importante” e della “responsabilità immensa” che il riconoscimento comporta. Una responsabilità che il team si dice pronto ad accogliere, “gonfio d’orgoglio”.

Oltre all’apice raggiunto da Mammoliti, la Guida ha brillato di molte altre nuove luci. I due ingressi nel firmamento delle Due Stelle confermano la vitalità di una ristorazione che ambisce all’eccellenza, mentre il folto gruppo di 22 ristoranti che ricevono la loro Prima Stella delinea un panorama nazionale ricco e in fermento. Tra questi, due realtà campane si sono particolarmente distinte, portando la bandiera della loro regione nel gotha della gastronomia: l’Umberto a Mare di Forio d’Ischia, con la sua vista mozzafiato e una cucina che celebra il mare, e Il Ristorante Alain Ducasse di Napoli, un avamposto di lusso e raffinatezza nella città partenopea che aggiunge un prestigioso tassello al suo già vivace scenario enogastronomico.

Questa edizione della Guida Michelin non è solo una lista di premiati, ma il racconto di un’Italia che, attraverso il cibo, continua a innovare, emozionare e investire sulla qualità, dimostrando come l’alta cucina sia un ecosistema dinamico e in continua evoluzione.

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