Food & Wine

Vino, formaggi e Nutella, il bottino dei ladri gourmet

Il colpo più grosso mai registrato in Italia nel settore del vino è quello subito da Marchesi Antinori a Cortona, dove sono sparite trentamila bottiglie per circa cinque milioni di euro. Non si tratta di un episodio isolato, perché da anni chi produce cibo e vino di pregio convive con una criminalità capace di colpire cantine, ristoranti, magazzini e distributori con metodi sempre diversi. C’è chi sfonda un muro, chi si traveste, chi ricorre a una truffa e chi sfrutta la complicità di un compratore. Il filo che unisce questi episodi è sempre lo stesso, perché il cibo di valore vale quanto un gioiello e si rivende con facilità.

Uno dei precedenti più noti è il furto avvenuto nell’ottobre 2021 al ristorante Atrio di Cáceres, in Spagna, dove due persone portarono via 45 bottiglie per un milione e 650mila euro, tra cui uno Château d’Yquem del 1806. La coppia fu condannata, ma il vino non è mai stato recuperato. In Italia, a Milano, nel giugno 2026 il ristorante L’Affinatore ha perso bottiglie di Romanée-Conti per circa 280mila euro, sottratte da due uomini travestiti da operai. Poco prima del caso Antinori, la cantina Conterno Fantino di Monforte d’Alba era stata derubata di circa tremila bottiglie di Barolo, caricate sui muletti dell’azienda in circa tre ore.

Il bersaglio però non è solo il vino. Nel Regno Unito, nell’autunno 2024, il distributore Neal’s Yard Dairy ha perso più di 22 tonnellate di cheddar, quasi 950 forme, per oltre 300mila sterline. Non si è trattato di un furto notturno, ma di una truffa commerciale: un uomo si è finto grossista e si è fatto consegnare il carico. Anche i formaggi italiani, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, sono bersagli frequenti, perché si conservano a lungo, si trasportano interi e valgono molto. In Emilia-Romagna ci sono stati assalti ai caseifici con colpi da oltre 700mila euro.

C’è poi il caso più curioso, quello di un tir con 5,5 tonnellate di Nutella sparito in Germania nel 2013, per un valore di circa 16mila euro. La cifra è ridicola rispetto ai milioni delle bottiglie pregiate, ma il principio non cambia: quando il volume è alto, basta piazzare in fretta la merce per guadagnarci.

Resta il nodo più difficile, cioè come trasformare la refurtiva in denaro senza farsi scoprire. Per i vini di lusso esistono canali paralleli, ma un’annata rara e tracciabile è merce scomoda. Antinori ha blindato le sue bottiglie con un sistema anticontraffazione e ha avvisato i clienti di tutto il mondo. Accanto ai furti esiste anche il fronte della contraffazione, con etichette false per vendere vino scadente a prezzi elevati. Nel 2024 un’indagine internazionale sostenuta da Europol e Eurojust ha smantellato una rete che vendeva vini francesi falsi fino a 15mila euro a bottiglia. Codici, sigilli e registri digitali non impediscono i furti, ma rendono molto più difficile rivendere la merce sottratta.

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