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Ingrid Alexandra, la principessa surfista che erediterà la corona norvegese

La principessa Ingrid Alexandra di Norvegia ha ventidue anni e un destino già scritto. Sarà la prima donna a ereditare il trono norvegese dopo secoli di successione maschile. La modifica costituzionale del 1990, che ha introdotto la primogenitura assoluta, ha reso possibile questa svolta. L’ultima regina regnante era stata Margherita I di Danimarca, che governò dal 1388 al 1412 su Norvegia, Danimarca e Svezia.

La monarchia norvegese è una delle più antiche d’Europa. Le sue origini risalgono all’872, quando Harald I unificò il territorio durante l’era vichinga. Dopo oltre cinquecento anni di unioni con Danimarca e Svezia, la Terra dei Fiordi ottenne l’indipendenza nel 1905 ed elesse come sovrano il principe Carlo di Danimarca, che assunse il nome di Haakon VII. Da allora, la corona norvegese ha mantenuto un profilo sobrio e costituzionale, lontano dalla pompa della monarchia britannica. La successione non prevede una cerimonia di incoronazione vera e propria, abolita nel 1908, ma una solenne benedizione nella Cattedrale di Nidaros, a Trondheim.

La principessa è cresciuta a Skaugum, la residenza ufficiale dei principi ereditari ad Asker, vicino a Oslo. Ha frequentato la scuola Elvebakken, diplomandosi nel 2023. Ha poi svolto quindici mesi di servizio militare nel Battaglione del Genio della Brigata Nord, completando l’addestramento nell’aprile 2025. In quell’occasione ha ricoperto il ruolo di artigliere su un veicolo corazzato CV90. Poi la scelta di studiare Scienze politiche all’università di Sydney, con specializzazione in relazioni internazionali ed economia politica. Nell’autunno 2026 ha iniziato un programma di scambio presso l’Università di Oslo, frequentando corsi di politica comparata e risoluzione dei conflitti.

Lo sport è la sua grande passione. Nel 2020, a sedici anni, ha vinto la medaglia d’oro ai campionati nazionali juniores di surf. Pratica anche sci, kickboxing e calcio. A quanto pare, in gioventù ha persino giocato nella stessa squadra di Erling Haaland. Questa dimensione sportiva, unita a un carattere discreto e lontano dalle ostentazioni, le ha conquistato la simpatia dei norvegesi.

Sul piano privato, ha avuto una relazione di circa due anni con Magnus Heien Haugstad, studente di Economia. I due hanno anche convissuto in un appartamento nel quartiere di Grünerløkka, a Oslo. La storia si è interrotta quando la principessa si è trasferita in Australia.

Negli ultimi anni il suo ruolo pubblico è cresciuto. Ha partecipato a visite di Stato, ha tenuto la sua prima udienza al Palazzo Reale con il Panel sui cambiamenti climatici per i bambini, e ha rappresentato la corona all’ultimo Mondiale di calcio che si è svolta dall’11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti d’America insieme al fratello Sverre Magnus. Ha debuttato ai Premi Nobel e ha preso parte a tavoli di lavoro durante una visita di Stato, con Emmanuel Macron come testimone. Un apprendistato sul campo che, dopo l’ascesa al trono del padre, acquista un peso maggiore.

La principessa ha anche un forte legame con le tradizioni. È innamorata del bunad, il costume tradizionale norvegese, di cui è diventata esperta sotto la guida della nonna Sonja. Per gli impegni istituzionali, usa volentieri l’armadio della madre Mette-Marit.

Il contesto familiare non è semplice. La madre Mette-Marit convive da anni con una fibrosi polmonare cronica, che l’ha costretta a un trapianto e limita la sua vita pubblica. Il padre Haakon, ora re, si è trovato spesso solo a rappresentare la corona. Per questo il ruolo di Ingrid Alexandra è diventato sempre più centrale, anche prima dell’ascesa al trono del genitore.

La sua storia riflette un cambiamento più ampio nelle monarchie europee, sempre più aperte alla successione femminile e a un’immagine meno formale. Ingrid Alexandra incarna questo spirito: giovane, sportiva, riservata ma determinata. La sua preparazione è già iniziata. Tra impegni istituzionali, formazione militare e studi, sta costruendo le basi per un regno che dovrà affrontare sfide complesse: dalla sostenibilità ambientale alla coesione sociale, dal ruolo della Norvegia nel mondo alla tutela delle tradizioni senza rinunciare al progresso.

Il futuro della corona norvegese passa dalle sue mani. E lei sembra pronta.

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