Per quasi sessant’anni, lo spazio è stato un luogo protetto da un patto fragile ma rispettato. Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 vietava di mettere in orbita armi nucleari. Non diceva nulla, però, sugli armamenti convenzionali. E quella lacuna, con il passare del tempo, è diventata un varco e gli Stati Uniti l’hanno attraversato ufficialmente.
Il segretario dell’Air Force, Troy Meink, ha dichiarato che l’America ha già collocato in orbita armi di controllo spaziale, capaci di difendere le forze congiunte da azioni ostili. Non ha aggiunto dettagli: né quali siano, né dove si trovino, né quando siano state dispiegate. Ma il senso politico è chiaro. Per la prima volta, Washington ammette di avere armamenti puntati contro Cina e Russia.
La reazione di Pechino non si è fatta attendere. Il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, ha chiesto agli Stati Uniti di fermare l’espansione delle capacità militari e la preparazione di una guerra nello spazio. Il Cremlino, con Dmitri Peskov, ha invocato un ampio schieramento internazionale per promuovere la smilitarizzazione completa.
La storia, però, non inizia con questo annuncio. Nel 2018 Donald Trump istituì lo Space Command, diventato l’anno successivo Us Space Force. Secondo Bleddyn Bowen, professore di Astropolitica alla Durham University, è improbabile che si tratti di piattaforme in grado di lanciare missili. Più plausibile che siano congegni per la guerra elettronica, capaci di disattivare i satelliti avversari. Ma la sua analisi non spiega fino in fondo l’obiettivo indicato da Meink: difendere le forze congiunte. Difendere da cosa, se non da un attacco diretto?
Il punto è che il trattato del 1967 è figlio di un mondo che non esiste più. Allora gli attori erano due, Usa e Urss, e la posta in gioco era il controllo delle testate nucleari. Oggi gli attori sono molti, le tecnologie sono diverse, e lo spazio è diventato un dominio economico oltre che militare. Chi controlla lo spazio controlla anche il pianeta.
La domanda ora è una sola: chi decide cosa è legittimo nello spazio? Il trattato del 1967 non basta più. Cina e Russia chiedono una smilitarizzazione completa. Gli Stati Uniti rivendicano il diritto di difendersi. In mezzo ci sono interessi economici e strategici di un dominio che vale miliardi. La partita è aperta. E il rischio di una escalation è concreto.
