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Venezuela, i vigili del fuoco italiani in prima linea tra le macerie di La Guaira: tre persone individuate vive

Una task force di 97 professionisti è operativa nelle zone più colpite dal sisma. L’Italia invia anche 36 sanitari in tre ospedali di Caracas. Il bilancio sale a 1.450 morti

A quattro giorni dal devastante doppio terremoto che ha colpito il Venezuela, l’Italia è tra i Paesi in prima linea nelle operazioni di soccorso. Il dispositivo italiano include 36 sanitari della Protezione Civile distribuiti in tre ospedali di Caracas e una task force di 97 professionisti, tra Vigili del Fuoco specializzati in ricerca e soccorso, personale sanitario regionale e funzionari dell’Unità di Crisi della Farnesina.

L’arrivo e il dispiegamento

Il contingente dei Vigili del Fuoco è sbarcato a Maracay alle 3:16 ora italiana a bordo di un Boeing 767 dell’Aeronautica Militare. Ad accogliere i soccorritori sono stati gli applausi dei residenti. Raggiunta La Guaira, i soccorritori hanno prima completato le operazioni di allestimento del campo base e predisposto le attrezzature necessarie, per poi entrare nel vivo delle operazioni, scavando tra le macerie dei grandi edifici crollati. Nella notte è poi arrivato un secondo aereo dell’Aeronautica Militare italiana con ulteriore personale, tende e aiuti.

Chi compone il contingente

Il Corpo Nazionale ha attivato un primo team composto da 40 vigili del fuoco: 25 esperti USAR (Urban Search and Rescue), specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso tra le macerie; 12 operatori TAST (Technical Assistance and Support Team), incaricati del supporto logistico e cartografico della base operativa; e 2 specialisti della Comunicazione in Emergenza, che garantiscono il coordinamento e la gestione dei flussi comunicativi. Tra i soccorritori figurano 7 vigili del fuoco toscani, di cui uno proveniente da Lucca.

Le operazioni USAR

Le squadre USAR sono al lavoro nelle operazioni di valutazione, finalizzate alla ricognizione delle aree colpite, alla valutazione dei danni e all’individuazione delle priorità di intervento, in coordinamento con le autorità locali e con il dispositivo internazionale di soccorso. L’intervento è organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Tre persone individuate vive

Il risultato più significativo delle ultime ore porta la firma italiana. I Vigili del Fuoco italiani stanno lavorando sulla segnalazione di una donna con due dei suoi tre figli ancora in vita in uno stabile crollato a Macuto, nello Stato di La Guaira. I soccorritori sono entrati all’interno della struttura per rilevare segnali di vita. La donna, di 30 anni, avrebbe comunicato con l’esterno tramite messaggi WhatsApp, riferendo di essere bloccata con due dei suoi figli.

Gli italiani coinvolti nel sisma

Il bilancio delle vittime italo-venezuelane è salito a tre morti, cinque feriti e 35 dispersi, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Le persone con cittadinanza italiana censite come residenti in Venezuela sono circa 150.000.

Il contesto della catastrofe

Il bilancio ufficiale ha raggiunto 1.450 morti e 3.400 feriti, con migliaia di persone ancora irreperibili. Un’analisi delle immagini satellitari realizzata dall’Università dell’Oregon valuta che quasi 59.000 edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato che ventiquattro Paesi hanno inviato oltre 500 tonnellate di materiale, 86 unità cinofile e più di 2.700 soccorritori.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha avvertito che ulteriori scosse di magnitudo elevata potrebbero verificarsi nei prossimi giorni: il direttore del Dipartimento Terremoti, Salvatore Stramondo, ha dichiarato molto probabili nuove scosse di almeno magnitudo 6.0.

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