Manduria ospita per il settimo anno consecutivo l’appuntamento con ALIS, l’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, nella cornice della Masseria Li Reni. Durante l’evento “L’impatto degli scenari geopolitici sulla logistica e sulle filiere industriali”, Lucio Pierri per Il Salotto di KreaNews ha intervistato il presidente di ALIS, Guido Grimaldi, raccogliendo le sue riflessioni su geopolitica, nuove rotte commerciali e il ruolo del Sud Italia, prima del suo intervento sul palco della manifestazione.
Buonasera presidente e ben ritrovato, l’ultima volta dalla cui ci siamo visti sono trascorsi circa 100 giorni, eravamo a Verona. Da quel palco ha lanciato una richiesta d’aiuto, un’ancora chiesta al governo e alle istituzioni presenti anche questa sera. Qual è la situazione, anche alla luce dei tanti conflitti geopolitici?
“La situazione è estremamente complessa. Devo dire che grazie all’intervento del governo con il taglio delle accise, le aziende di logistica e trasporti che sostengono il paese hanno ricevuto un supporto importante, altrimenti si sarebbero creati problemi non indifferenti. Sono stati messi in campo anche aiuti per la transizione ecologica. Il momento non è facile e penso che più del governo sia l’Europa a dover fare la differenza: le tasse inserite negli ultimi anni attraverso alcune direttive hanno molto danneggiato il nostro settore. Quando parliamo di un rincaro del prezzo del greggio, causato da quanto avvenuto a Hormuz, e ci mettiamo le tasse arrivate ormai alla loro piena entrata in vigore, la bolletta diventa altissima, con costi difficilmente sopportabili da molte aziende. Ci vuole un piano di efficienza e resilienza, ma soprattutto bisogna che le aziende siano pronte, in un momento del genere, a trovare quel genio che grazie a Dio molti dei nostri soci hanno, per scovare nuove linee, nuove rotte, nuovi percorsi. Il mercato soffre una tensione finanziaria importante, ma noi facciamo la differenza attraverso i nuovi collegamenti, riuscendo ad aprire nuovi mercati di sbocco. Penso che questa sia la ricetta per andare avanti e progredire.”
La storia ci insegna che nelle difficoltà l’uomo che sa ingegnarsi trova risposte efficaci. Noi comuni mortali vediamo confini, uomini lungimiranti come lei vedono orizzonti. A tal proposito, il mercato in Turchia?
“Torniamo da una missione bilaterale fatta la settimana scorsa, alla quale hanno partecipato i massimi rappresentanti del governo italiano, incluso il viceministro Edoardo Rixi, presente anche qui questa sera, che potrà testimoniare l’ottimo lavoro fatto. Stiamo cercando di incrementare i collegamenti con la Turchia: abbiamo quattro navi impiegate oggi su questo mercato e vorremmo impiegarne una quinta, per permettere alle aziende europee di scambiare merci. È sbagliato pensare che si tratti solo di scambi Italia-Turchia: parliamo di Europa-Asia, perché attraverso la Turchia si può arrivare fino in Cina con collegamenti intermodali ferroviari. Un vero ponte con l’Asia, che permette all’Italia di diventare una piattaforma logistica capace di unire continenti. La settimana scorsa abbiamo raggiunto un record: il 63% della quota di mercato di ciò che viene imbarcato da e per la Turchia dall’Italia. Un risultato straordinario, ma continueremo a lavorare per fare meglio.”
Presidente, non è un caso che questa sera ci troviamo per il settimo anno consecutivo a Manduria, in questo bellissimo tratto di costa tarantina. Il Sud è il vero motore dell’Italia in questo momento storico?
“Penso sia molto bello prendere atto e leggere sui giornali che l’Italia vede ormai il Sud come locomotiva, come settore trainante e non più trainato. Stiamo dimostrando che la crescita avviene più a Sud che al Nord. C’è un fervore importante anche dal punto di vista occupazionale, la possibilità di dare un sogno ai tanti giovani che vogliono vivere nel nostro meraviglioso Sud. Penso sia un motivo di vanto e di grandissimo orgoglio. Abbiamo tante eccellenze, e questo è uno dei motivi per cui siamo qui oggi: possiamo dimostrare che insieme si può fare squadra, il paese è uno solo, ma il Sud ha la sua dignità e la sua forza.”
Possiamo confessare ai nostri amici a casa che a microfono spento ci divertiamo tantissimo? Posso permettermi di dire che siamo amici?
“Non solo siamo amici, ma ti ringrazio per quello che hai fatto ieri. Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di incontrarci, ma abbiamo sostenuto un progetto molto bello a cui avete partecipato: Invictus Camp. Forse è uno dei bilanci più belli che ALIS ha portato a casa, un po’ sulla scorta del Dynamo Camp: un posto che dà la possibilità a tante famiglie con bambini affetti da malattie e sindromi importanti, spesso problemi oncologici, di vivere una settimana di gioia. Parliamo di oltre 500 famiglie, con una stima di crescita a 6-700 l’anno prossimo, provenienti da 17 regioni, quindi anche dal Nord Italia. Questo ci dà il senso di quello che stiamo facendo: contribuire, aiutare, progredire, ma soprattutto sostenere chi è meno fortunato di noi. Ieri abbiamo confermato il contributo non solo della Fondazione Grimaldi, ma anche di ALIS Spirito Sociale e di Invictus Camp, un progetto meraviglioso che cresce in maniera importante. Noi ci siamo e ci saremo, e voi ci siete stati: vi ringrazio.”
In nome della nostra vecchia amicizia, mancano tre minuti alla sua relazione introduttiva. Uno spoiler?
“C’è uno… Vespa, che ci attende e credo che tra poco si innervosirà. Nella mia relazione farò un ringraziamento finale che vorrei restasse una sorpresa, perché la gente spesso ci domanda per quale motivo continuiamo a essere qua. Io penso che nella vita, talvolta, non cambiare ma essere un punto fermo, continuare a fare le cose ben fatte, dimostri disciplina, ma dimostri anche rigore. Quella disciplina e quel rigore, unitamente al genio, fanno la differenza.”
