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Quando la Musica è… frizzante come le bollicine di un prosecco ghiacciato!

Eh sì care amiche e cari amici di Kreanews: ci siamo. L’atmosfera comincia a diventare magica… le luci iniziano a luccicare di ritorno a casa da lavoro… e nonostante il meteo ancora mite non ci aiuti del tutto… ci siamo: ecco dicembre!

E, quindi, protagonista di questo numero a pieno titolo è lei: Monia Massa. Ma perché?

“Sono Monia ho 34 anni, vengo da Pozzuoli da famiglia interamente Puteolana e ho iniziato a studiare il pianoforte da piccolissima. Sì, non il violoncello. In realtà il pianoforte è il mio primo strumento che ho conosciuto all’età di 3 anni e mezzo ed è stato lì che è nato il mio rapporto con la Musica. Mia madre, scherzando, mi dice sempre che ho imparato prima a leggere le note e poi a leggere le lettere dell’alfabeto. Da bambina il pianoforte mi è sempre sembrato uno strumento grosso e severo, tant’è che – nonostante fossi in ogni caso brava e precoce – credevo che non ce l’avrei mai fatta. Lo studiavo perché mi piaceva, perché lo sentivo parte di me ma non credevo di essere un’eccellenza. Il rapporto con lo strumento è sempre stato una sorta di dicotomia tra bene e male: lo amavo ma non riuscivo a trovare la chiave per comprenderlo al meglio. Spesso mi sentivo frustrata perché tra i miei “compagni musicali” c’era sempre qualcuno che agli occhi della mia Maestra di allora era migliore e di conseguenza “il preferito”. Io non volevo essere la preferita, ma non volevo essere nemmeno svilita.”

Quanto ti capisco!

“Evidentemente la docente non era in grado di nascondere i suoi difetti e li riversava su noi piccoli musicisti e, nonostante partecipassi a concorsi e mi piazzassi sempre tra i primi posti, continuavo a non sentirmi adatta. Fino a che a quasi 10 anni decisi di mollare, mia madre era disperata, avevamo anche comprato un pianoforte verticale, quello vero.
Mi disse di prendermi l’estate come una vacanza e di non pensare alla musica e al pianoforte, ne avremmo riparlato a settembre.”

Dopodiché?

“A settembre del 1999 conobbi Antonio Ferrigno, quello che io considero il mio primo vero Maestro, quello che mi ha presa dal buco nero in cui ero finita e mi ha fatto riscoprire l’amore per la Musica. Da quel momento, al netto delle difficoltà che nel percorso musicale si incontrano SEMPRE, ho iniziato il mio VERO viaggio musicale.
Esami da privatista in vari Conservatori musicali, per provare pian piano ad arrivare al “famoso” e temutissimo DIPLOMA.”

Era un tuo sogno nel cassetto?

“Da bambina amavo disegnare, gli animali e leggere ma sognavo proprio questo, diplomarmi in pianoforte, per me era una visione così utopistica e inarrivabile che credevo non ci sarei arrivata mai, invece grazie al mio Maestro le tappe venivano bruciate e il sogno iniziava a materializzarsi. Licenza di solfeggio, quinto anno di pianoforte, armonia, storia della musica… Poi arriva l’ottavo anno di pianoforte, il vero ostacolo che separa tutti i pianisti dal Diploma. A quel punto la vera svolta, provai l’ammissione al Conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli, che ormai si era aperto al Nuovo ordinamento: una vera Istituzione.
Solo nominarlo mi metteva agitazione. Il Maestro Antonio mi diceva che con la preparazione che avevo all’ottavo anno non dovevo preoccuparmi, ma dovevo in ogni caso rimanere concentrata.
Arriva l’ammissione, presa. Non ci credevo. Non potevo crederci di sentirmi finalmente al mio posto nel mondo con uno dei migliori Maestri del Conservatorio di Napoli dell’epoca, la Maestra Angela Morrone che per me è diventata una vera e propria mamma musicale, non mi ha mai lasciata sola e ha saputo da subito capirmi e valorizzarmi per quella che ero. È proprio grazie a lei che all’età di 19 anni poi iniziai ad avvicinarmi al violoncello, strumento che avevo segretamente sempre amato a dismisura. Da lì non ci siamo più separati, strumento dalle mille e più avventure con il quale ho intrapreso anche un altro viaggio “ufficiale” in Conservatorio che mi ha portato alla laurea proprio pochi giorni fa. Una gioia immensa!”

Ottimo dottoressa! Che ne dite di questa storia? Un’altra presenza femminile autorevole della nostra regione nelle nostre pagine… Qualche ricordo particolare?

“Il ricordo più bello del Conservatorio è sicuramente il momento in cui fummo diretti dal Maestro Riccardo Muti. Il Direttore in quegli anni veniva spessissimo in Conservatorio e quella volta avemmo la possibilità di studiare e di esibirci con lui in una lezione-concerto. È sicuramente una di quelle cose che ancora oggi mi mette i brividi. Lo studio del violoncello iniziava già a darmi le prime esperienze incredibili; e da lì a poco fui convocata per una data con Il Volo presso l’Arena Flegrea. Fu il mio primo impatto con la musica mainstream, ricordo ancora le luci dell’arena, pazzesco. Tante esperienze in posti diversi e con musicisti incredibili: Sal da Vinci, Gigi d’Alessio, Geolier, Jimmy Sax, Elodie. Spettacoli teatrali con Monica Sarnelli, Claudia Gerini… insomma come direbbe qualcuno “siamo umili, stiamo facendo belle cose”.

Quante bollicine, Monia! Ed è un piacere leggerti… Un luogo a te caro?

“Sicuramente casa di mia nonna che è scomparsa poco tempo fa: quella casa sarà per sempre il mio rifugio sicuro, è il posto dove custodisco tutti i miei ricordi di infanzia più belli. Lei è stata ed è una delle persone più importanti della mia vita, assieme ai miei genitori che mi hanno accompagnata da sempre nel mio percorso musicale, senza farmi mai mancare il loro supporto: economico e non. Non è scontato, non è facile e non è da tutti.”

Dunque Monia eccoci qui. Esaudito un mio desiderio! Ci possiamo raccontare con calma… Dove eravamo rimasti? I primi passi musicali; le difficoltà iniziali; la passione per il violoncello e i primi successi. E poi?

“Poi c’è decisamente Napoli, per me Napoli significa tutto, senza Napoli non potrei vivere. Tempo fa decisi che avrei affrontato qualsiasi difficoltà pur di rimanerci e lo sto facendo. Lei mi ha ripagato spesso: sicuramente con la sua immortale bellezza, la storia, la sua magia e con tante soddisfazioni, è anche difficile non lo nego, lo è di frequente. Napoli sa essere anche estremamente crudele e cinica con chi la ama profondamente, ma è proprio grazie a lei se riesco nonostante tutto a cavarmela, è la migliore scuola di vita che possa esistere. Non la cambierei con nessuna città al mondo.”

Grande Monia! Sempre più n.1. Continua.

“Uno degli eventi più significativi è sicuramente la vittoria del 3° Scudetto del Napoli, essendo del 1991 non ho mai visto Maradona, e lo Scudetto è sempre stata utopia pura. Ma il 2022/2023 con quella cavalcata trionfale della squadra… assieme alla città che respirava assieme a quei giocatori… è stato un sogno ad occhi aperti. La città era animata da un’energia indescrivibile, la magia era dietro ogni angolo e in ogni vicolo. Sono grata di averlo vissuto. Non c’è tre senza quattro e… distinti saluti.
Di conseguenza suonare quell’anno in Piazza del Plebiscito con l’orchestra e con Gigi d’Alessio fu incredibile, un’unione di intenti assoluta. Restano giorni memorabili. Lavorativamente parlando non posso non citare il mio primo Maradona e il mio primo Ippodromo di Agnano, sempre con lui, Manu – per gli amici Geolier. Essere in quei luoghi, sul palco di un ragazzo così talentuoso e buono, con l’orchestra che per me non è orchestra ma è famiglia, non ha prezzo. Lo definirei semplicemente INDIMENTICABILE.”

Come lo sei tu! Credo proprio che il mio pensiero sia condiviso da tantissime lettrici e da molti lettori.

“Il colore che mi appartiene è sicuramente il Nero, anche se l’azzurro riempie ogni mia sfaccettatura, ovviamente! Odio i lavori domestici TUTTI, ma amo tantissimo cucinare, soprattutto piatti vegetariani e vegani.
Come già detto per me Napoli ha un ruolo fondamentale, non potrei vedermi senza questa Città: Massimo Troisi, Pino Daniele e Maradona sono sicuramente i personaggi che mi sono più cari di questo luogo, quelli che mi hanno accompagnata nella crescita personale e professionale. È un peccato non aver potuto essere sul palco con almeno uno di loro. Per questo sono molto grata della possibilità che ho avuto quest’anno di suonare al concerto in Piazza del Plebiscito per Pino con Elodie in “Qualcosa arriverà”, è stato un lavoro molto sentito da parte mia. Elodie è stata fantastica, una compagna di viaggio incredibile, sembrava ci conoscessimo da sempre.”

Quanto entusiasmo! Quanta passione! Monia ci stai regalando davvero tante emozioni uniche ed il modo con cui le hai vissute. A questo punto non ti immaginerei in alcun altro ruolo diverso dall’essere musicista. Giusto?

“Se non fossi musicista sarei sicuramente una cuoca vegana o un’attivista per i diritti animali, cosa che in piccolo provo a fare, ma chiaramente se non fossi una musicista mi piacerebbe poter dedicare la mia vita a questa causa. Ho tanti luoghi del cuore, sicuramente il Maradona. Poi il Conservatorio ovviamente e ci aggiungerei anche il lungomare di Pozzuoli.”

Da puteolana genuina quale sei il richiamo del mare… del nostro mare non poteva lasciarti indenne. Femmena e mare…  Quanti miliardi di cose all’orizzonte?

“Recentemente sono stata a teatro con Monica Sarnelli per lo spettacolo “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci” di: Federico Vacalebre, con: Monica Sarnelli e Cinzia Cordella. Regia di Carlo Cerciello. Uno spettacolo musicale e femminista: un successo! Sono ovviamente previsti altri impegni musicali che per ora restano un piccolo segreto, ma lo scoprirete a breve…”

Stupendo; veramente stupendo.

Resterei ad ascoltarti per tanto ancora; e sono sicuro anche i nostri lettori. Perché al di là di ciò che hai condiviso è proprio il tuo esempio che impreziosisce questo numero della nostra rubrica: tenacia, capacità di cambiare in un contesto mutevole, grazie ad una solida presenza familiare. E che può essere ancora attraente per chi è davvero in gamba e porta nel cuore uno o più sogni da realizzare sul nostro territorio.

Un grande in bocca al lupo per i prossimi successi; che, viste le premesse saranno ancora tantissimi.
Come sempre, questo mese più che mai, oltre che sereno Natale, buona Musica a tutti!

Antonio Ruggiero
Instagram: @a.ruggi

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