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Campionato mondiale di calcio 2026, l’11 giugno si parte!

Il conto alla rovescia è iniziato. Giovedì 11 giugno 2026, lo stadio Azteca di Città del Messico si accenderà per dare il via alla Coppa del Mondo più lunga, più grande e più complessa della storia. Non sarà una partenza qualunque. Per la prima volta, il torneo sarà organizzato da tre Paesi – Stati Uniti, Messico e Canada – e per la prima volta vedrà in campo 48 nazionali invece delle 32 a cui eravamo abituati. Un’edizione da record, insomma, che richiederà anche agli appassionati italiani un modo nuovo di vivere il calcio mondiale.

La scelta dell’Azteca come sede della gara inaugurale non è casuale. Lo stadio di Città del Messico ha già ospitato due finali del Mondiale, nel 1970 e nel 1986, e ha scritto pagine indelebili della storia del calcio. Riportare il primo calcio del 2026 tra quelle mura significa unire la tradizione a una formula inedita: 48 squadre, 104 partite, sedici città distribuite su tre Paesi e un arco di tempo che andrà dall’11 giugno al 19 luglio. Quasi quaranta giorni di calcio, intervallati da viaggi intercontinentali e fusi orari che metteranno a dura prova la pazienza degli spettatori italiani.

Il calendario e la struttura del torneo

La fase a gironi vedrà 48 nazionali divise in 16 gruppi da tre squadre ciascuno. Si qualificheranno le prime due di ogni girone, dando vita a un tabellone da 32 che introdurrà i sedicesimi di finale, una novità assoluta per il Mondiale. Poi, come da tradizione, ottavi, quarti, semifinali e la finale per il terzo posto. L’ultimo atto è in programma domenica 19 luglio al New York New Jersey Stadium, il nuovissimo impianto che sorgerà nei pressi della metropoli americana.

Le città ospitanti sono sedici. Gli Stati Uniti avranno il peso maggiore con undici sedi: New York, Los Angeles, Dallas, Miami, San Francisco, Seattle, Boston, Atlanta, Houston, Philadelphia e Kansas City. Il Messico contribuirà con Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. Il Canada sarà presente con Toronto e Vancouver. Una distribuzione geografica imponente, che costringerà le squadre a spostarsi continuamente tra costa atlantica e pacifica, tra climi diversi e altitudini variabili.

Come seguire il Mondiale dall’Italia

Per gli appassionati italiani, il problema principale si chiama fuso orario. Le partite saranno giocate in tre fasce principali. Le gare sulla costa orientale (New York, Miami, Boston, Atlanta) avranno orari compatibili con l’Europa: il pomeriggio locale corrisponderà alla sera italiana, tra le 21 e le 24. Un orario perfetto per seguire le partite più importanti. Le partite nel centro degli Stati Uniti (Dallas, Houston, Kansas City) giungeranno nel cuore della notte italiana, tra l’una e le tre del mattino. Quelle sulla costa occidentale (Los Angeles, San Francisco, Seattle, Vancouver) saranno le più scomode: le 20 locali equivalgono alle 5 del mattino in Italia.

Ci sono però due buone notizie. La gara inaugurale Messico-Sudafrica è stata fissata alle 21 italiane. Una boccata d’ossigeno per chi non vuole perdersi l’inizio della festa. La finale del 19 luglio, in programma alle 15 locali al New York New Jersey Stadium, sarà trasmessa alle 21 in Italia. Un’altra prima serata, l’ideale per un evento così importante. Il resto del programma, però, sarà più frammentato. Per orientarsi, sarà indispensabile tenere sott’occhio il calendario ufficiale quando verranno definiti orari e abbinamenti definitivi.

Dove vedere le partite

In Italia, la copertura televisiva sarà affidata a due soggetti. DAZN ha annunciato la trasmissione in esclusiva di tutte le 104 partite del Mondiale. Una mole di calcio impressionante, accessibile in streaming su dispositivi connessi. La Rai, dal canto suo, trasmetterà in chiaro 35 gare, tra cui la partita inaugurale, le semifinali e la finale. Una selezione importante, che garantirà a tutti gli appassionati di seguire almeno i momenti cruciali del torneo.

Cosa aspettarsi

Il Mondiale 2026 sarà un’edizione di transizione, un laboratorio a cielo aperto per testare una formula più ampia. Il rischio è che il torneo diventi troppo lungo e dispersivo. Il fascino, però, è quello di vedere per la prima volta trentadue squadre ai nastri di partenza della fase a eliminazione diretta, con il potenziale per sorprese e favole che le edizioni a 32 squadre non sempre consentivano. L’Italia, qualificata dopo aver saltato le ultime due edizioni, cerca riscatto. Le grandi favorite sono sempre le solite: Brasile, Argentina, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna. Ma con 48 squadre, il margine di errore si riduce e la possibilità di un’impresa, per una piccola nazionale, aumenta.

Il fischio di inzio sta arrivando, manca veramente poco. Per gli appassionati italiani, anche se la nostra nazionale non sarà in campo, l’invito è a preparare sveglie e divani, perché lo spettacolo di questo evento sarà ancora una volta grandioso.

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