Salute e Benessere

Pressione alta, stile di vita e farmaci: la guida per tenerla sotto controllo

L’ipertensione è una condizione subdola. Non fa male, non dà segnali evidenti, ma nel silenzio consuma il cuore, i vasi sanguigni, i reni. È il principale fattore di rischio per infarti, ictus e insufficienza renale. La buona notizia è che si può prevenire e si può combattere. La cattiva notizia è che richiede un cambiamento delle abitudini, e cambiare, si sa, è la cosa più difficile.

Lo stile di vita è la prima medicina

«Purtroppo il cambiamento delle abitudini è spesso una barriera considerevole», spiega Agostino Virdis, presidente della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa. «Non fumare, seguire una dieta salutare con meno grassi saturi e prodotti preconfezionati, optare per pesce, carni bianche, frutta e verdura fresche, rinunciare all’auto e camminare di più, sono tutte conquiste che chi ha a cuore la salute dovrebbe far proprie. Non bastano indicazioni sommarie: servono figure dedicate che affianchino i pazienti, per esempio, a smettere di fumare e fare movimento».

Le più recenti linee guida della European Society of Hypertension confermano che uno stile di vita corretto non solo previene o ritarda l’ipertensione, ma potenzia anche l’effetto dei farmaci, consentendo di ridurne i dosaggi.

Ecco i punti chiave. Dieta sana: ridurre il consumo di grassi saturi e cibi preconfezionati, privilegiare pesce, carni bianche, frutta e verdura fresche. Stop al fumo: è una delle misure più efficaci per ridurre il rischio cardiovascolare. Movimento regolare: conta più ridurre il tempo passato seduti che fare palestra tre volte a settimana. Controllo del peso: ogni chilo in più aumenta il carico sul cuore. Limitare l’alcol: meglio l’astinenza totale se possibile. Ridurre il sale: massimo un cucchiaino da tè al giorno. Aumentare il potassio: presente in banane, avocado, fagioli. Gestire lo stress: con esercizio fisico, meditazione, un sonno di qualità. Ridurre l’esposizione a rumore e inquinamento: uscire nelle ore con aria più pulita, arieggiare gli ambienti.

Quando servono i farmaci

Intervenire sullo stile di vita è il primo passo ed è necessario sempre, anche se si inizia subito una terapia. I farmaci vengono prescritti senza indugio a chi supera i 140/90 mmHg, o a chi supera i 130/80 mmHg in presenza di altri fattori di rischio come diabete, colesterolo alto o familiarità per malattie cardiovascolari. Negli anziani la soglia è leggermente più alta, intorno ai 150-155/90 mmHg, perché con l’età la pressione tende a salire fisiologicamente per l’irrigidimento delle arterie.

Le ultime linee guida raccomandano di iniziare sempre con una combinazione di due farmaci con meccanismi d’azione diversi. Questo approccio migliora l’aderenza alla terapia, riduce le possibilità di errore e permette di abbassare il dosaggio di ciascun farmaco, diminuendo il rischio di effetti collaterali. Se la combinazione non basta, si aggiunge un terzo farmaco. Negli anziani, invece, si parte con dosaggi più bassi e talvolta con un solo farmaco, per evitare cali bruschi di pressione.

Il caso dell’ipertensione resistente

Esiste una forma particolare, l’ipertensione resistente, in cui la pressione resta sopra 140/90 mmHg nonostante una terapia con almeno tre farmaci assunti correttamente. «Si stima che riguardi circa il 5% degli ipertesi», spiega Virdis. «Prima di diagnosticarla, bisogna escludere che la pressione alta sia dovuta ad altre malattie e accertarsi che il paziente prenda davvero le terapie».

In questi casi, che vanno gestiti da centri specializzati, può essere utile la denervazione renale. Si tratta di una procedura mini-invasiva: attraverso un catetere si raggiungono le arterie renali e si interrompono le terminazioni nervose che collegano il rene al sistema nervoso centrale, modulando i livelli di pressione. «L’intervento, da riservare a casi ben selezionati, è efficace e sicuro», conclude l’esperto.

La pressione alta si combatte ogni giorno. Con scelte consapevoli, con il movimento, con una dieta equilibrata. E, quando serve, con i farmaci giusti. Ma la battaglia più importante si vince prima, nel momento in cui si decide di prendersi cura di sé.

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