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Torino-Lione: nuovi scontri in Val di Susa mentre i lavori restano al 30%

Nuova ondata di tensione in Val di Susa. Ieri sera centinaia di attivisti No Tav si sono scontrati con le forze dell’ordine nei pressi dei cantieri dell’alta velocità Torino-Lione. Sono state lanciate bombe carta, pietre e lacrimogeni, in un episodio che ha coinvolto direttamente il vertice dello Stato: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contattato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per seguire gli sviluppi.

Il bilancio degli scontri si è aggravato nelle ultime ore: sono oltre 450 i manifestanti identificati e più di 120 gli agenti delle forze dell’ordine feriti, senza feriti tra gli operai dei cantieri. Nel dettaglio, i feriti sono 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 militari della guardia di finanza. Gli attacchi hanno colpito quattro diversi cantieri della Torino-Lione — Salbertrand, Chiomonte, Susa (frazione Traduerivi) e San Didero — con il lancio di pietre, bombe carta, bottiglie incendiarie e razzi sparati con mortai artigianali. Sono state incendiate anche due camionette dei carabinieri e due mezzi della guardia di finanza, mentre Telt ha stimato in circa un milione di euro i danni al solo cantiere di Chiomonte. I disordini hanno inoltre paralizzato la viabilità della zona, con il blocco dell’autostrada A32 e la sospensione precauzionale della linea ferroviaria Torino-Modane tra Bussoleno e Borgone Susa.

La premier Giorgia Meloni ha commentato che la violenza non piegherà lo Stato. Dalla Regione Piemonte, il presidente Alberto Cirio e l’assessore alla Sicurezza Enrico Bussalino hanno parlato di un “assalto organizzato” ai cantieri, sostenendo che si tratti di gruppi violenti giunti “anche dall’estero”, e hanno ribadito che il progetto non si fermerà.

Sul fronte dei lavori, la Torino-Lione resta un’opera a metà percorso. Circa 50 dei 164 chilometri di gallerie previste sono stati scavati, pari al 30% del totale. Il tunnel di base, il cuore tecnico del progetto, è ancora più indietro: meno del 20% è stato completato, e a luglio TELT, la società che gestisce i lavori, ha comunicato un rallentamento della fresa impegnata nell’attraversamento più delicato.

Sul piano economico, il solo tunnel di base ha un costo stimato di circa 14,7 miliardi di euro. L’Unione Europea finanzia una parte consistente dell’opera, ma servono nuovi investimenti da parte di Italia e Francia, e si valuta anche il possibile ricorso a capitali privati. Oggi sono attivi 16 cantieri, con oltre 3.200 persone al lavoro.

L’obiettivo ufficiale resta l’apertura della linea entro il 31 dicembre 2033. Ma il calendario di un’opera partita nel 2001, ripartita da zero nel 2017 e ancora esposta a incognite geologiche e finanziarie, ha già dimostrato più volte quanto possa slittare.

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