Primo PianoSocietà e Consumatori

25 mila euro per non guidare, l’idea di Malta contro il traffico

Mentre in Italia si discute di bonus e incentivi per l’acquisto di auto elettriche, a Malta hanno deciso di percorrere la strada opposta: pagare i cittadini per non mettersi al volante. L’isola, uno dei paesi europei con la più alta densità di veicoli in rapporto alla popolazione e al territorio, ha lanciato un programma che punta a ridurre il numero di patenti attive e, di conseguenza, il parco auto circolante. Una soluzione radicale per un problema che negli ultimi anni è diventato centrale nel dibattito pubblico dell’arcipelago.

Il Driving Licence Surrender Scheme, questo il nome del piano, è rivolto ai giovani fino a trent’anni residenti a Malta da almeno sette anni. Un requisito pensato per evitare utilizzi opportunistici dell’incentivo e per concentrare le risorse sulla fascia di popolazione che più spesso si affaccia per la prima volta al mondo dell’automobile. Ai partecipanti viene offerto un contributo complessivo di 25 mila euro, distribuito in cinque rate annuali da 5 mila euro ciascuna. In cambio, devono consegnare la patente di guida e rinunciare per l’intero periodo al diritto di mettersi al volante.

I numeri spiegano bene la necessità di misure così drastiche. Malta ha circa 550 mila residenti, una densità abitativa tra le più alte d’Europa, e una superficie di appena 316 chilometri quadrati. Per dare un termine di paragone, l’isola d’Elba, con i suoi 223 chilometri quadrati, conta poco più di 30 mila abitanti. In un territorio così piccolo e affollato, il numero di auto in circolazione è diventato insostenibile. La crescita demografica degli ultimi anni e l’afflusso turistico hanno messo in crisi una rete viaria che già faticava a reggere i flussi quotidiani.

Il governo maltese ha quindi deciso di agire direttamente sulla domanda di mobilità privata, offrendo un incentivo economico ai giovani disposti a rinunciare alla patente. Per partecipare al programma è necessario possedere la patente di categoria B da almeno dodici mesi e non aver mai subito sospensioni o revoche. Una volta accettata la domanda, il documento viene consegnato alle autorità e il titolare perde ufficialmente il diritto di guidare per l’intero periodo coperto dall’incentivo.

L’accesso al programma avviene secondo l’ordine di presentazione delle domande, nei limiti del budget disponibile. Il governo ha stanziato circa 5 milioni di euro all’anno, una cifra che consente di coinvolgere al massimo un migliaio di giovani ogni dodici mesi. Un numero limitato, se si considera la dimensione del problema, ma sufficiente per avviare una sperimentazione e valutare l’impatto della misura.

La notizia arriva in un momento in cui il dibattito sulla mobilità sostenibile è più acceso che mai in tutta Europa. Mentre molte città italiane affrontano problemi simili di congestione, soprattutto in estate nelle piccole isole a forte vocazione turistica, l’esempio maltese offre uno spunto di riflessione. Ischia, Capri, l’Elba e tante altre realtà italiane potrebbero guardare con interesse a un modello che punta a ridurre il numero di auto circolanti agendo non solo sull’offerta di trasporto pubblico, ma anche sulla domanda di mobilità privata.

C’è da chiedersi se un’iniziativa del genere potrebbe funzionare anche in Italia. I numeri sono diversi, le abitudini pure, ma il problema di fondo è lo stesso: troppe auto in spazi troppo piccoli. La differenza sta nella capacità di immaginare soluzioni innovative e nella volontà politica di metterle in pratica. Malta ha scelto una strada radicale, pagando i cittadini per non guidare. Il tempo dirà se questa scommessa riuscirà a decongestionare il traffico o se resterà un esperimento isolato.

Per ora, il Driving Licence Surrender Scheme rappresenta una curiosità, un caso di studio da osservare con attenzione. Perché se funzionerà, potrebbe diventare un modello da esportare in altre realtà simili, magari anche in quelle isole italiane dove il traffico, d’estate, diventa un incubo quotidiano. E chissà che un giorno anche da noi non si arrivi a pagare i giovani per lasciare l’auto in garage.

Related posts

Il capo di LinkedIn Italia: «Ecco i 10 lavori più ricercati dalle aziende».

Redazione

Merano in Inverno: La Destinazione Perfetta per Tutti

Redazione

Giovanni Pascoli: X Agosto

Redazione