Amore oltre la Carne
Amore oltre la Carne
spinge
verso l’Alto
l’Amore non lo possiede l’altro
gode
Gloria di Dio
Salvezza
Si veste di
Fede, Speranza, Carità
nel riflesso è nuda
le ombre come capillari sanguigni
la luce illumina e il buio trafora
è folgorazione
il caos dell’Universo.
Nota di lettura
È un testo breve, ma denso di simbolismo. I miei versi si allontanano dalla dimensione puramente fisica e carnale per abbracciare una visione teologica e cosmica.
Il tema è quello della trascendenza: oltre la carne e oltre il possesso. Emergono anche le virtù teologali: Fede, Speranza, Carità.
Il ritmo è spezzato e invita il lettore a soffermarsi su ogni singola parola; ne nasce un’architettura “verticale” che mima proprio quella spinta verso l’Alto.
L’immagine delle “ombre come capillari sanguigni” è eccellente, perché riesce a dare corpo all’astratto in modo viscerale. La poesia sembra calarsi nella pittura e nello stile di Caravaggio: le ombre come capillari, un’immagine potente che “umanizza” l’ombra, rendendola parte vitale del corpo dell’amore.
Nei versi “la luce illumina / e il buio trafora”, il buio non è passivo: è attivo, pungente, interagisce con la luce in modo violento e dinamico.
La chiusura si proietta dal piano individuale a quello universale: “folgorazione”, perché l’amore è presentato come un evento improvviso, una rivelazione che non passa dalla ragione ma dall’urto della luce; “il caos dell’Universo”, perché definire l’amore come caos finale suggerisce che non sia ordine razionale, ma una forza primordiale, immensa e incomprensibile, che tiene insieme tutto.
