Pozzuoli, dopo il sisma, vive un tempo sospeso fatto di silenzi, attese e preoccupazione.
Nel centro storico e nell’area del porto, una città già provata dalle scosse dei giorni scorsi prova a fare i conti con danni, timori e incertezze sul futuro.
Le fotografie di Angelo Greco raccontano questo scenario con uno sguardo umano e diretto, soffermandosi sui luoghi simbolo della zona, tra cui la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, storica parrocchia di Pozzuoli situata nel centro cittadino e nei pressi del porto.
Le parole di Angelo Greco che accompagnano il reportage fotografico:
La terra ha tremato, ha tremato forte come mai aveva fatto, non solo in questi anni ma da quando ne abbiamo memoria scientifica. Cosa resta di quei pochi secondi? Case distrutte, vite stravolte, facce addolorate, certo, ma non solo. Dopo il fragore della scossa e i danni, restano solo silenzio ed attesa.
Dopo il forte evento sismico registrato nei giorni scorsi, a Pozzuoli regna il silenzio.
Il silenzio delle case sfollate, dei danni visibili per le vie della città, il silenzio degli anziani costretti a procurarsi l’acqua che manca nelle case ancora abitabili, il silenzio di chi, dalla piazza, guarda il campanile della Chiesa di Santa Maria e si chiede se resisterà alla prossima scossa.
Una prossima scossa che, in maniera rassegnata, tutti sembrano aspettare.
Pozzuoli è in attesa, in attesa che tutto finisca, che arrivi la “botta finale”, in attesa di capire che città sarà domani. Lucio Fontana “dipingeva” le sue attese squarciando le tele, lunghi tagli sulla tela bianca che, per l’artista nato a Rosario, racchiudevano tutti i sentimenti legati al tempo che si trascorre aspettando qualcosa, che possa essere temuta o fortemente voluta. Nelle scorse ore sono state dipinte mille e più attese sulle mura della città, sulle facciate dei palazzi e persino sulla terra. Uno squarcio quasi infinito si è aperto lungo il sentiero del Lago d’Averno e sembra raffigurare la più lunga delle attese. Proprio lì, in un luogo mistico e simbolo di passaggio, dove a suo tempo Virgilio disegnò l’ingresso dell’Ade.
In momenti come questi si scrivono mille storie individuali, ma esiste anche una narrazione univoca che coinvolge in silenzio una città in attesa di capire se avrà un domani e che domani sarà.
