La Germania punta il dito ufficialmente contro la Russia per l’attacco ibrido all’aeroporto di Lipsia/Halle dello scorso 4 agosto. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt, in conferenza stampa a Berlino con il ministro degli Esteri Johann Wadephul.
Cosa è successo
Nella notte tra il 4 e il 5 agosto un drone imbottito di esplosivo era stato individuato nell’area di sicurezza dell’aeroporto di Lipsia/Halle, uno dei principali hub logistici d’Europa, utilizzato anche da DHL e dalla NATO per il trasporto di materiale militare verso l’Ucraina. L’ordigno era stato trovato vicino alla pista sud, non lontano da un aereo cargo dell’ucraina Antonov Airlines, portando alla chiusura temporanea dello scalo. Pochi minuti dopo, un altro aereo cargo in fase di atterraggio si è scontrato con un oggetto volante mai ritrovato, riportando danni lievi ed è stato dirottato su un aeroporto vicino.
Le immagini di sorveglianza mostrano il drone superare indisturbato le barriere perimetrali e urtare l’ala del velivolo senza esplodere, verosimilmente per un malfunzionamento del detonatore o per il distacco anticipato dell’esplosivo. Gli artificieri sono intervenuti per disinnescare l’ordigno e la procura federale tedesca ha assunto la guida delle indagini.
L’accusa a Mosca
A quasi un mese dai fatti, il governo tedesco ha reso pubbliche le conclusioni dell’inchiesta. “Considerate nel loro insieme, le indagini di polizia, i modelli operativi e le informazioni di intelligence stabiliscono una responsabilità russa per il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia”, ha dichiarato Dobrindt. Secondo il ministro, le persone coinvolte avrebbero agito per conto di apparati dello Stato russo, e gli strumenti impiegati — configurazione del drone, esplosivo, sistema di innesco — corrisponderebbero a elementi già osservati in precedenti operazioni ibride attribuite a Mosca.
Il ministro ha inoltre parlato di uno “scenario professionale di minaccia ibrida”, sottolineando l’elevato livello tecnico e organizzativo dietro la pianificazione, pur precisando che l’esecuzione materiale sarebbe stata affidata ad “agenti di basso livello”. Secondo indiscrezioni riportate dal quotidiano Bild, le tracce raccolte dagli investigatori condurrebbero direttamente a un servizio segreto russo.
Le contromisure tedesche
Berlino ha annunciato una serie di misure diplomatiche immediate:
chiusura del consolato russo di Bonn, l’ultimo ancora attivo in Germania
– chiusura di un centro culturale russo a Berlino
– chiusura del consolato tedesco in Russia a partire dal 18 settembre
– inasprimento dei controlli sulle persone in entrata/uscita
Sul tavolo restano anche altre opzioni, tra cui la convocazione dell’ambasciatore russo, possibili espulsioni di diplomatici e nuove sanzioni europee, in coordinamento con gli altri Stati membri dell’UE.
Le reazioni internazionali
Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha sentito il cancelliere Friedrich Merz, parlando di “prove chiare”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha assicurato piena solidarietà UE alla Germania, ribadendo che “gli attacchi ibridi non resteranno senza risposta”. Anche la premier italiana Giorgia Meloni ha espresso solidarietà, sottolineando che “la sicurezza degli alleati è di tutti noi”.
Da Mosca è arrivata la replica della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha annunciato una risposta a tutte le “decisioni anti-russe” di Berlino, respingendo le accuse.
Un contesto più ampio
L’episodio si inserisce in una fase di crescente tensione ibrida sul fianco orientale della NATO: nelle stesse ore dell’annuncio tedesco, le forze di difesa estoni hanno emesso un allarme per la violazione del proprio spazio aereo da parte di droni, con caccia turchi della NATO decollati in risposta dalla base di Amari. “Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida”, ha dichiarato Dobrindt.
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