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Stipendi 2026 in Italia, ecco i lavori più richiesti e quanto offrono le aziende

I numeri dicono che le cose si stanno muovendo. Secondo l’Osservatorio di Hunters Group, società specializzata nella ricerca e selezione di personale altamente qualificato, le retribuzioni in Italia crescono in media del 2,6%. È un segnale che va letto con attenzione, perché arriva dopo anni complicati e in un contesto economico che fatica a stabilizzarsi. Ma la sfida vera, per chi lavora e per chi assume, resta il confronto con l’inflazione accumulata nell’ultimo triennio: quel 2,6% va misurato con un potere d’acquisto che ha subito colpi duri e che non è ancora tornato ai livelli precedenti.

Joelle Gallesi, managing director di Hunters Group, offre una chiave di lettura che va oltre i numeri. «In questo scenario il lavoro per le aziende non rappresenta più una voce di costo, ma un asset di governance», spiega. Dietro questa affermazione c’è un cambio di paradigma che riguarda il modo stesso di intendere il rapporto tra impresa e professionista. Le persone non sono più considerate una spesa da tenere sotto controllo, ma una risorsa strategica da valorizzare. E la politica retributiva, di conseguenza, diventa uno strumento di gestione aziendale, non un semplice adempimento contrattuale.

L’Osservatorio sulle retribuzioni 2026 di Hunters Group offre una fotografia dettagliata di questo scenario in evoluzione. «La politica retributiva è sempre più una strategia di talent attraction e retention – prosegue Gallesi – perché i lavoratori, ormai, non cercano più soltanto una Ral, ma un progetto di crescita e di valore misurabile». È una svolta culturale che ridefinisce le regole del gioco: il professionista non è più un esecutore passivo, ma un interlocutore attivo che valuta l’azienda nel suo insieme, cerca coerenza tra ciò che gli viene offerto e ciò che può restituire in termini di impegno e competenze.

Il fenomeno che aveva caratterizzato gli anni successivi alla pandemia, quello delle Grandi Dimissioni, sembra ormai alle spalle. Al suo posto emerge una tendenza più matura e ponderata. Gallesi la definisce «la Grande Ricalibratura, dove aziende e professionisti cercano un nuovo equilibrio basato su competenze, trasparenza e valore reale». Non si tratta più di cambiare lavoro a ogni costo, come accadeva quando la mobilità sembrava l’unica risposta all’insoddisfazione. Oggi la domanda è più complessa: il professionista cerca un progetto credibile, un percorso di crescita misurabile, un ambiente in cui le proprie competenze possano essere valorizzate. E al centro, inevitabilmente, finisce il potenziale individuale, quella combinazione unica di capacità tecniche e umane che fa la differenza in un mercato sempre più competitivo.

La vera rivoluzione, però, deve ancora dispiegarsi pienamente. Sarà quella della trasparenza retributiva, un tema caldo che nel 2025 ha visto le aziende impegnate a gettare le basi per adeguarsi alle nuove normative europee. Riduzione del gender pay gap, criteri salariali più oggettivi, processi di valutazione delle performance trasparenti: sono questi i pilastri su cui si sta lavorando in vista della scadenza di giugno 2026, quando la direttiva comunitaria entrerà pienamente in vigore. Un appuntamento che obbligherà le imprese a ripensare dall’interno le proprie politiche retributive, trasformando la trasparenza da valore aggiunto a requisito imprescindibile. Chi arriverà impreparato a quella scadenza rischia di pagare un prezzo alto in termini di competitività e capacità di attrarre talenti.

Di seguito, una panoramica su dodici settori strategici con le mansioni più richieste e le relative buste paga di mercato.

Assistant & office support
La figura dell’assistente non svolge più un ruolo solo operativo. Oggi è una risorsa strategica in termini di facilitazione manageriale, capace di anticipare i bisogni del top management e di gestire la complessità organizzativa. Una executive assistant senior può percepire una Ral compresa tra 70 e 100 mila euro all’anno.

Automation & engineering
Un settore che mostra una forte resilienza, con una produzione in crescita dell’1,5% e un boom della domanda interna che sfiora il 20,5%. La capacità di integrare soluzioni tecnologiche avanzate è una leva strategica per le imprese che puntano all’eccellenza operativa. I profili del comparto hanno acquisito competenze ibride: padronanza dell’intelligenza artificiale, robotica e sostenibilità diventano requisiti essenziali. Un Plant manager senior può superare i 90 mila euro, mentre un Robotics engineer junior parte da una base di circa 30 mila euro.

Banking & insurance
I settori banking e insurance stanno vivendo una convergenza senza precedenti, spinti dall’adozione di modelli fintech e insurtech e da una attenzione ai criteri ESG. Il mercato richiede professionisti capaci di integrare competenze tradizionali, come la gestione del credito e la compliance normativa, con nuove abilità in ambito intelligenza artificiale, analisi dei dati e cyber resilienza. Un Private banker senior può guadagnare fino a 250 mila euro lordi all’anno, mentre un Relationship manager con più di otto anni di esperienza si attesta tra i 95 mila e i 180 mila euro.

Costruzioni
Il settore delle costruzioni è trainato dai progetti legati al Pnrr e da una spinta verso digitalizzazione e sostenibilità. L’adozione del Building Information Modeling e l’attenzione all’efficientamento energetico stanno trasformando i cantieri in ecosistemi tecnologici complessi. I professionisti con competenze di project management sono molto richiesti: in ingresso la Ral va dai 32 mila ai 45 mila euro, tra i tre e gli otto anni di esperienza dai 45 mila ai 65 mila, per i senior tra 65 mila e 85 mila euro.

Energia
Il comparto energetico vive una trasformazione radicale. In un mercato dove la competizione per il territorio e la complessità autorizzativa sono i principali colli di bottiglia, le aziende cercano talenti capaci di integrare competenze tecniche, visione finanziaria e sensibilità regolatoria. Un ESG & Sustainability manager senior può guadagnare fino a 120 mila euro lordi all’anno, mentre un Renewable project manager arriva a 130 mila euro.

Financial services
Il settore finance si conferma il fulcro della resilienza aziendale. Oltre alla gestione dei flussi e della compliance, la sfida è la finance transformation: automazione dei processi e integrazione dei criteri ESG ridefiniscono le agende dei direttori finanziari. Un Chief Financial Officer percepisce una Ral compresa tra 90 mila e 130 mila euro, un Risk manager junior arriva fino a 40 mila euro.

Healthcare & life sciences
Il comparto Healthcare & Life Sciences integra ricerca scientifica, biotecnologie e soluzioni digitali per la salute. Un Quality control analyst può guadagnare dai 28 ai 38 mila euro alla prima esperienza, dai 38 ai 55 mila con tre-otto anni di esperienza, fino a 75 mila euro per i senior.

Human resources
Il settore HR è protagonista di una rivoluzione guidata da digitalizzazione, cultura organizzativa e talent retention. Un HR Business Partner junior parte da 29-34 mila euro, mentre un Compensation & Benefits manager con otto anni di esperienza può arrivare a 75 mila euro.

ICT, Digital & New media
La domanda di professionisti tech segna +30%. Un Cloud architect junior guadagna 30-40 mila euro, tra i 40 e i 60 mila con esperienza media, fino a 100 mila per i senior.

Retail & gdo
Il retail evolve verso il modello phygital. Un E-commerce & omnichannel manager esperto può guadagnare fino a 140 mila euro lordi all’anno.

Tax & legal
L’iper-regolamentazione trasforma le funzioni legali e fiscali in partner strategici del business. Un Legal manager guadagna dai 23 mila ai 32 mila euro in ingresso, superando i 72 mila per i senior.

Logistica e trasporti
Il settore contribuisce al Pil per l’8,2%. Un Import-export coordinator junior ha una Ral tra 25 e 38 mila euro, fino a 80 mila per i senior. Un Logistics specialist junior si attesta tra 22 e 30 mila euro.

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