Editoriale

Editoriale – Aprile 2026

Esistono luoghi che non hanno bisogno di presentazioni. Luoghi che raccontano, che portano dentro un peso specifico, che senti vivere appena ci metti dentro il piede.

Verona è stato per me uno di questi. Non parlo dell’Arena, né di Romeo e Giulietta. Parlo di qualcosa di meno romantico e forse più importante: parlo di quella parte di città che ogni anno diventa il punto di riferimento di un intero settore produttivo. Il Polo Fieristico. LetExpo. La logistica che incontra se stessa, si guarda allo specchio e decide di diventare qualcosa di grande.

Ci sono tornato per il secondo anno consecutivo. E ogni volta che varco quell’ingresso ho la stessa sensazione: che da qui passi qualcosa che non si vede, ma che muove tutto il resto.

Calamandrei diceva che ci rendiamo conto del valore dell’ossigeno solo quando manca. Vale per la logistica più che per qualsiasi altra cosa. Non la vediamo, non la celebriamo, non la raccontiamo, eppure è lei che porta il cibo sulle nostre tavole, i medicinali nelle farmacie, i pezzi di ricambio nelle officine. È il sistema nervoso dell’economia reale. Invisibile, indispensabile.

LetExpo 2026 ha chiuso con oltre 130.000 presenze. Cinquecentocinquanta espositori. Giovani a migliaia. Istituzioni, forze dell’ordine, università, imprese da ogni angolo d’Europa. In un momento in cui le rotte del Mediterraneo sono sotto pressione, in cui i costi crescono e certi tavoli europei sembrano più preoccupati dei regolamenti che della realtà, questa fiera ha scelto di fare l’unica cosa sensata: studiare, ragionare, costruire risposte.

È diventata un laboratorio. Non solo una vetrina. E dietro questa trasformazione c’è una visione precisa. C’è ALIS. C’è il Presidente Guido Grimaldi, che da questo palco ha chiuso la quinta edizione con la chiarezza di chi non ha paura di dire le cose come stanno: la logistica non è un settore tra i tanti, è un’infrastruttura strategica. Va protetta, finanziata, raccontata. Non appesantita da norme che sembrano scritte da chi non ha mai visto un porto, una banchina, un camion fermo in coda a uno stretto.

Da Verona si vede lontano. Forse è per questo che ci torniamo ogni anno.

Christian Palmieri

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