Cambia la procedura per ottenere prestazioni sociali agevolate, e la novità promette di semplificare la vita a milioni di italiani. Il decreto Pnrr approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri introduce l’acquisizione automatica dei dati Isee da parte di scuole, università, Comuni e tutte le altre amministrazioni pubbliche competenti. Un passo avanti nella digitalizzazione dei rapporti tra cittadini e Stato, che punta anche a rafforzare i meccanismi di controllo e prevenzione delle frodi.
Ma cosa cambia davvero per chi deve richiedere un bonus, una retta agevolata o qualsiasi altra prestazione legata alla situazione economica familiare? La novità principale è che i cittadini non dovranno più presentare l’attestazione Isee, in forma cartacea o digitale, per ogni singola richiesta. Sarà l’amministrazione destinataria della domanda a occuparsi direttamente di reperire le informazioni necessarie, collegandosi alla Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd) e interrogando le banche dati dell’Inps.
Un passaggio che elimina un adempimento burocratico spesso fonte di stress e perdite di tempo, soprattutto per chi deve rivolgersi a più enti per ottenere diverse agevolazioni. Fino a ieri, ogni richiesta poteva richiedere un nuovo accesso al Caf per ottenere una copia aggiornata dell’attestazione. Da oggi, quel passaggio non sarà più necessario.
Attenzione però a non fraintendere. L’automatismo non significa che si possa saltare il passo fondamentale della dichiarazione, infatti la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) resta obbligatoria. Senza di essa, l’Inps non ha i dati da fornire alle amministrazioni e la prestazione richiesta rischia di saltare.
Il meccanismo è semplice: il cittadino continua a dover presentare la Dsu al Caf o direttamente all’Inps, come ha sempre fatto. La differenza è che dopo questo passaggio, non dovrà più preoccuparsi di procurarsi e consegnare l’attestazione a ogni singolo ente. Saranno le amministrazioni a pescare i dati direttamente dalla banca dati nazionale, risparmiando tempo e carte al richiedente.
La novità riguarda tutte le prestazioni sociali agevolate: dai bonus per le utenze alle rette scolastiche, dalle agevolazioni per i trasporti ai contributi per l’affitto. Un ventaglio ampio di benefici che coinvolge milioni di cittadini ogni anno.
C’è poi un secondo obiettivo, esplicitato nella relazione illustrativa del decreto: rendere più efficaci i controlli. L’accesso diretto alle banche dati permette alle amministrazioni di verificare in tempo reale la veridicità delle informazioni, riducendo i margini per dichiarazioni false o incomplete. Un meccanismo antifrode che dovrebbe rendere più equa la distribuzione delle risorse pubbliche.
Resta da vedere come il sistema reggerà l’urto delle prime applicazioni pratiche. La Piattaforma digitale nazionale dati esiste già e ha dimostrato di funzionare, ma l’aumento dei flussi informativi potrebbe metterla alla prova. Le amministrazioni, dal canto loro, dovranno adeguare i propri software e formare il personale per sfruttare al meglio la nuova procedura.
