Bancomat ha messo le basi per un progetto ambizioso: costruire insieme ad altri circuiti europei un sistema di pagamento che possa finalmente competere con i colossi statunitensi. La società italiana ha firmato un protocollo d’intesa che punta a realizzare una rete paneuropea basata sui bonifici istantanei, capace di offrire a cittadini e commercianti una strada diversa da quelle tracciate da Visa e Mastercard. L’accordo mette insieme i circuiti che fanno capo a EuroPA Alliance, di cui Bancomat fa parte, e le banche che hanno dato vita a Epi, il consorzio che ha già sviluppato lo strumento di pagamento Wero.
Il piano prevede di arrivare entro la metà del 2026 a creare una centrale di interoperabilità, un cervello comune in grado di far dialogare i vari sistemi nazionali e scambiare le informazioni necessarie per completare le transizioni. Entro la fine dello stesso anno si punta ad attivare i pagamenti transfrontalieri tra privati. Nel 2027 la rete dovrebbe essere pronta per gestire anche gli acquisti online e quelli nei negozi fisici attraverso i Pos.
La nuova alleanza coprirà inizialmente tredici Paesi europei, che insieme rappresentano circa il 72 per cento della popolazione dell’Unione Europea più la Norvegia. Significa mettere in rete circa 130 milioni di potenziali utenti. Ma il progetto resta aperto ad altre adesioni, anche da Stati che non fanno parte dell’eurozona come la Svizzera. I mercati che già dispongono di un circuito domestico potranno agganciarsi direttamente all’infrastruttura comune. Quelli che invece non hanno mai sviluppato un sistema proprio dovranno adottare la soluzione messa a punto da EuroPA ed Epi.
L’idea di creare una rete paneuropea dei pagamenti non è nuova. In passato ci sono stati altri tentativi, tutti naufragati per problemi tecnologici o per conflitti interni su chi dovesse guidare il processo. Fabrizio Burlando, che guida Bancomat, assicura che questa volta le condizioni sono diverse e la spinta è più solida. Oggi i circuiti domestici come Bancomat lavorano quasi esclusivamente all’interno dei confini nazionali, senza possibilità di espandersi. Il risultato è che circa due terzi delle transazioni elettroniche in Europa finiscono nelle mani di operatori extraeuropei.
La Banca centrale europea vede in questa dipendenza un problema di autonomia strategica. L’iniziativa presentata da Bancomat e dagli altri circuiti privati si propone come una strada nuova e percorribile per arrivare all’obiettivo: ridurre la dipendenza da Visa e Mastercard e restituire al continente una sovranità che oggi non ha.
Resta da vedere se questa volta il progetto riuscirà davvero a decollare. La strada è ancora lunga e piena di ostacoli tecnici e politici. Ma per la prima volta i principali attori del settore sembrano disposti a remare nella stessa direzione, mettendo da parte le rivalità nazionali per costruire qualcosa di davvero europeo. Se l’operazione andrà in porto, milioni di cittadini potrebbero presto avere un’alternativa credibile ai giganti americani, senza dover aspettare i tempi lunghi dell’euro digitale.
