La rinascita gastronomica di Roma trova una nuova, potente spinta in un luogo iconico. Non più solo trattorie storiche o ristoranti indipendenti, ma gli hotel di lusso stanno diventando le avanguardie della cucina d’autore nella Capitale. Dopo il consolidato successo di maestri come Heinz Beck al Cavalieri e Fulvio Pierangelini al De Russie, e dopo l’affermazione di stellati come “Imago” all’Hassler e “Aroma” a Palazzo Manfredi, un nuovo nome illustre si prepara a scrivere il prossimo capitolo: Carlo Cracco.
Lo chef vicentino, già stella Michelin a Milano, porterà la sua visione di cucina italiana contemporanea nel cuore istituzionale della città, all’interno del nuovissimo Corinthia Rome. L’hotel, che aprirà a febbraio 2026, sorge nell’ex sede centrale della Banca d’Italia in piazza del Parlamento, un edificio storico progettato nel 1914 da Marcello Piacentini. L’annuncio risale a due anni fa, ma ora prendono forma i dettagli di un progetto ambizioso che punta a posizionare la struttura tra le nuove eccellenze gastronomiche nazionali.
Cracco non firmerà un solo ristorante, ma un intero ecosistema enogastronomico, sviluppato in collaborazione con l’Executive Chef Alessandro Buffolino. L’offerta sarà articolata in tre luoghi distinti, pensati per coprire l’intera giornata degli ospiti e dei romani. Il cuore sarà «Viride», il ristorante signature dedicato a una cucina italiana di ricerca, attenta alle materie prime e alla tecnica. Per i momenti informali, «Ocra Bar» proporrà drink raffinati e piatti leggeri, ispirati dalle tonalità dei tramonti romani. Infine, «Piazzetta», affacciato sul cortile interno, fungerà da avamposto di cucina tradizionale, servita in un’atmosfera più informale dal mattino alla sera.
L’apertura del Corinthia Rome segna un doppio debutto: è il primo ingresso in Italia del prestigioso gruppo maltese Corinthia – che ha recentemente inaugurato proprietà a New York e Bruxelles – e rappresenta il ritorno di Cracco in un grande hotel dopo l’esperienza milanese. La location è straordinaria. L’edificio, acquisito dai Reuben Brothers nel 2019, è stato oggetto di un pluriennale restauro che ha sapientemente preservato i suoi elementi storici: marmi pregiati, affreschi e legni intagliati convivono con un design contemporaneo curato da G.A. Design. Dei suoi 9.700 metri quadrati, ospiterà 60 camere (21 delle quali suite), una spa ricavata nell’ex caveau della banca e, naturalmente, i tre spazi firmati Cracco.
Questa operazione non è un evento isolato, ma il tassello più recente di una strategia che vede la ristorazione d’albergo come motore di attrazione per una clientela internazionale e sofisticata. Da Niko Romito al Bulgari a Ciccio Sultano al W, fino ad Alain Ducasse al Romeo di Napoli (recentemente insignito della stella Michelin), le grandi firme della cucina hanno scelto Roma e i suoi palazzi-storici-trasformati-in-hotel come palcoscenico ideale. Con Cracco al Corinthia, la mappa gastronomica della città guadagna non solo una nuova stella, ma un intero quartiere firmato, che promette di trasformare un ex tempio della finanza in una nuova destinazione per il culto del buon gusto.
