Inequivocabilmente, in questo numero, la nostra rubrica si arricchisce – ripeto – si arricchisce davvero di una presenza, di origine cilentana, molto rilevante nel panorama musicale contemporaneo. Eh già. Perché è difficile attribuire un’etichetta univoca al nostro Ospite.
Conosciamolo bene attraverso le sue parole, ma soprattutto attraverso quanto ha realizzato.
“Fin da giovanissimo, mio padre Furio, un vero illuminato, mi ha indirizzato agli studi musicali sotto la guida del Direttore d’Orchestra Alberghi, consentendomi così di realizzare il primo concerto all’età di soli sei anni. Dopo tre, iniziai un percorso lunghissimo di formazione, abbinando gli studi di Composizione a San Pietro a Majella, grazie ad un permesso speciale del Ministero che mio padre dovette chiedere al M° Jacopo Napoli, agli studi tradizionali. Poi continuai e completai gli studi in Pianoforte, Flauto, Composizione e Direzione d’Orchestra.”
Quindi, vi sembra esagerato il titolo odierno della nostra rubrica? Proseguiamo.
“Iniziai così ad insegnare felicemente in Conservatorio a San Pietro a Majella già a vent’anni sino al 2017. Riuscii ad approfondire gli studi con i più valenti docenti dell’epoca: Vitale, Galdieri, Tassinari, Ferrara e Rotondi per citarne alcuni”.
Quale figura ha inciso maggiormente?
“È difficile individuare un unico docente di riferimento. Però, pur senza dimenticare Luigi Nono a Venezia, Franco Evangelisti, Franco Caracciolo, nella mia vita professionale hanno inciso Nino Rota e Mario Bortolotto, quest’ultimo direttore del Festival dei due mondi a Spoleto e dell’Orchestra Scarlatti di Napoli. Il primo mi ascoltò una prima volta da ispettore nel Conservatorio di Napoli. Successivamente, in un incontro durante un’attività dell’Accademia Chigiana a Siena mi suggerì di continuare con la ricerca musicale. «Non faccia come ho fatto io » con grande umiltà mi stimolò a proseguire con coerenza. Il Maestro Bortolotto, poi, fu una sorta di mentore. Musicologo eccelso (scrittore di Fase seconda), mi offrì tante opportunità. Mi fece debuttare in diretta radiofonica nazionale: che febbrone quella volta! E finito il concerto per magia… sparì.”
Per forza, aggiungo io. Senza un preavviso e sui canali nazionali…
“Daniela Tortora ha inciso molto nella mia crescita professionale. Sempre mia sostenitrice ha scritto diversi saggi inerenti alla mia Musica, in modo sempre unico. È una figura molto importante”
Maestro grazie davvero per la ricchezza delle notizie condivise. Non posso privare i nostri lettori di quanto realizzato nel corso della sua carriera; e per questo invito tutti ad approfondire utilizzando il link : https://www.enricorenna.com/biografia/.
Tuttavia, non posso non segnalare che nell’82 fondò l’ensemble NuovaNapoliMusica (NNM). E che, infine, dalla fine degli Anni ’90, si è dedicato alla ricerca nei campi dei linguaggi e delle nuove tecnologie funzionali alla composizione e all’esecuzione musicale, avvalendosi del sostegno di Antonio De Santis – docente di solfeggio e antesignano della computer music. Al mio insegnante di solfeggio Antonio De Santis, Enrico Renna, con la musicologa Daniela Tortora, hanno dedicato un convegno ed un saggio. Grazie: meritatissimi!
Venendo ai giorni nostri, nel 2023, dopo anche contatti e lavori svolti con il M° Filippo D’Eliso -ospite della nostra rubrica a febbraio – realizza le ultime composizioni multimodali disponibili su YouTube. (Enrico Renna compositore)
Nei primi mesi del 2025, con un grande impeto solidale, compone e dirige, in collaborazione con il compositore Gabriele Montagano, il lavoro multimodale Trenodia pro Palestina, dedicato alle vittime palestinesi in terra di Gaza.
Maestro dopo quest’ubriacatura di tappe e successi, Le chiedo qualche pensiero volto a conoscerLa da un punto di vista umano.
“Da quando sono in pensione, mi sono dedicato più ai miei affetti ed alla mia cagnolina husky. Il tempo a disposizione mi ha consentito una maggiore produzione musicale, aiutandomi a riflettere su tanti aspetti. Il contatto con la Natura dove ritrovo equilibrio ed armonia. E questo nuovo orizzonte ha anche fatto evolvere la mia modalità compositiva. Rendendola più moderna e potente. Ho scoperto tanti aspetti. In particolare, mi sono interrogato sul senso della vita, cercando di cogliere gli aspetti più sani e di stigmatizzare quelli deleteri. Il perché del passaggio su questa terra.”
Accipicchia Maestro! Ma davvero ancora grazie per le Sue testimonianze; che, come anticipavo, nelle prime battute di questo numero rappresentano un vero arricchimento.
“Ah dimenticavo: nel 1985, dopo anni di direzione dell’orchestra della Rai di Napoli, a causa di disaccordi con una parte degli orchestrali che saltavano le prove e non erano inclini a studiare, decisi di lasciare la direzione. Cercai di far capire loro che così facendo l’Orchestra sarebbe scomparsa. E così fu. Mi dispiacque; ma continuai per la mia strada. Non potevo essere d’accordo su un andazzo e compromessi intollerabili. Il tempo mi ha dato ragione, anche se questo gesto mi precluse tante altre possibilità. Ma non potevo non essere me stesso e piegarmi a delle attività addomesticate ad altre logiche e finalità. Ecco. Innanzi tutto la coerenza.”
Maestro che passione ed intensità entrambe profonde!!
Non posso aggiungere altro: BUONA MUSICA A TUTTI!
Attendo qualche feed-back.
Antonio Ruggiero
Instagram: @a.ruggi
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