Arte e Spettacolo

Mostra del Cinema di Venezia 2026, il futuro del grande schermo si accende al Lido

La Mostra del Cinema di Venezia non è solo una rassegna: è il luogo dove il cinema si inventa il proprio domani. Per undici giorni, il Lido diventa il centro del mondo per registi, produttori, attori e spettatori. Ma il lavoro della Biennale non si ferma alle proiezioni. Per mesi, la macchina organizzativa costruisce ponti tra culture, generazioni e tecnologie. Ogni anno, a settembre, Venezia mostra al mondo il cinema che verrà.

L’edizione 2026 (dal 2 al 12 settembre), si presenta con un programma ricchissimo. Venti film in concorso, cinque dei quali italiani. Diciannove lungometraggi e quindici cortometraggi in Orizzonti, otto titoli in Venezia Spotlight e quarantuno opere in Venice Open – Fuori Concorso. A questi si aggiungono diciannove restauri di Venezia Classici, quattro film di Biennale College Cinema e sessantotto progetti di Venice Immersive. Il manifesto dell’ottantatreesima Mostra è firmato da Manuele Fior, artista che ha saputo interpretare lo spirito della rassegna con il suo tratto inconfondibile.

Tra le novità dell’edizione, Orizzonti Extra lascia spazio a Venezia Spotlight, una sezione composta da otto opere scelte per l’originalità creativa e il rapporto con il pubblico. La sezione Fuori Concorso assume il nome Open – Fuori Concorso, un’apertura che riflette la volontà della Biennale di ampliare gli orizzonti del festival.

Ma Venezia non è solo proiezioni. Il Venice Production Bridge riunisce produttori, piattaforme, editori, fondi, distributori e film commission. Qui si presentano progetti in sviluppo, si cercano finanziamenti, si discutono diritti di adattamento e si costruiscono collaborazioni tra industrie e cinematografie differenti. Il Venice Gap-Financing Market presenterà sessantasei progetti provenienti da diversi Paesi, selezionati tra oltre trecentosettanta candidature. Un numero che testimonia la vitalità e l’attrattiva del festival come luogo di incontro e sviluppo.

La capacità di anticipare il futuro si ritrova in Venice Immersive, che nel 2026 celebra dieci anni di attività. La sezione ufficiale del festival interamente dedicata ai media immersivi e alla realtà estesa comprende realtà virtuale, mista e aumentata, video a 360 gradi, installazioni e mondi digitali. Dopo il primo VR Theater del 2016, nel 2017 la Biennale ha avviato sull’isola del Lazzaretto Vecchio la prima competizione di opere in realtà virtuale realizzata nell’ambito di un festival cinematografico internazionale. Tra i progetti di quest’anno figura anche Bowie: Unseen Unheard, installazione di Denis O’Regan e Nick Ryan dedicata a David Bowie, che promette di essere uno degli eventi più attesi.

Biennale College Cinema è il laboratorio internazionale della Biennale dedicato ai cineasti emergenti. Seleziona team composti da regista e produttore e li accompagna nello sviluppo e nella realizzazione di lungometraggi a micro-budget. Dal 2012, il progetto ha realizzato quarantanove lungometraggi di giovani registi e dodici opere immersive. Ogni film riceve dalla Biennale un finanziamento di duecentomila euro, e i team hanno un anno per completare l’intero percorso, dalla scrittura alla presentazione alla Mostra. I quattro film selezionati per il 2026 sono Demetra in esilio di Maria Giovanna Cicciari, Tijuana, todavía di Gabriel Gutierrez Morales, Gu shi di Amie Song e Moonfish di Daniel Zvereff. Quattro storie, quattro sguardi, quattro modi diversi di raccontare il mondo.

Ad aprire la Mostra sarà Ink di Danny Boyle, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, che racconta l’ascesa del quotidiano britannico The Sun dopo l’acquisizione da parte di Rupert Murdoch. Tra i titoli internazionali più attesi spicca Bunker di Florian Zeller, thriller politico interpretato da Penélope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger. Werner Herzog porta in concorso Bucking Fastard, con Kate Mara, Rooney Mara e Orlando Bloom.

Uno dei momenti più attesi sarà il ritorno di Nanni Moretti con Succederà questa notte, interpretato da Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro e dallo stesso Moretti. Il regista mancava dal concorso veneziano dal 1989, anno di Palombella rossa. Martin McDonagh dirige la commedia nera Wild Horse Nine, con John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey. Il regista iraniano Ali Asgari partecipa con Kami Nour, confermando il forte legame del Lido con gli autori iraniani contemporanei. Casey Affleck torna alla regia con Company, e Nick Nolte è protagonista di Primetime di Lance Oppenheim, con Robert Pattinson.

George Clooney ed Ellen Burstyn riceveranno il Leone d’oro alla carriera. Clooney, attore, regista e produttore, ha definito Venezia il suo festival preferito. Burstyn sarà anche protagonista di Flesh Impact, cortometraggio diretto da Maggie Gyllenhaal, che presiederà la Giuria internazionale. Tra le altre presenze confermate, Robert Pattinson sarà finalmente al Lido dopo aver cancellato le sue precedenti partecipazioni. Russell Crowe arriverà come regista e protagonista del documentario musicale What Love Builds, e i fratelli Gallagher in occasione di Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario sulla loro riconciliazione. Il red carpet vedrà probabilmente anche Penélope Cruz e Javier Bardem, Rooney Mara e Kate Mara, Orlando Bloom, e forse anche Alicia Vikander, Susan Sarandon e Luca Marinelli per The Echo Chamber di Andrea Pallaoro. Saoirse Ronan potrebbe arrivare come regista del cortometraggio Paper Plane, selezionato in Orizzonti Cortometraggi, mentre Gael García Bernal presenterà Hombre al agua in Venezia Spotlight.

Venezia 83 si annuncia come un’edizione ricca di star, attese e ritorni. Un festival che, come ogni anno, conferma il suo ruolo di vetrina internazionale e di laboratorio del cinema che verrà. Il Lido è pronto a accendere i riflettori.

Related posts

Inside Out 2: Educare alle Emozioni, Educare con le Emozioni

Redazione

Quando la Musica è gioia di suonare insieme: Napoli Guitar Orchestra

Redazione

Cinema e società

Redazione